Esperienza reale Ci vuole pazienza...

giotopless

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Fai bene a descrivere tutta la parte "mentale" che c'è dietro a questo episodi, è ciò che rende il tuo racconto molto più eccitante e coinvolgente 😉
 
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kebos

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Era una bellissima giornata e nonostante fosse solo aprile inoltrato la temperatura era gradevole anche per stare in costume. Arrivammo in spiaggia verso l’ora di pranzo, e ci sistemammo sugli asciugamani sempre abbastanza vicini alla fine della spiaggia, al limitare dell’inizio delle dune dove supponevamo si svolgessero gli incontri con i voyeur. Avevamo deciso di osservare cosa succedeva sulla spiaggia, non sapendo se la stessa fosse una zona “neutrale” come pensavamo o se già li ci fossero movimenti particolari e pensavamo di spostarci nelle dune nel pomeriggio dopo aver controllato la situazione. Debbo dire che eravamo un po’ delusi perché essendo non ancora stagione estiva c’erano pochissime persone.

Ada aveva un costumino bianco con un reggiseno a fascia , che le schiacciava le tette facendole prorompere in alto, ed era notevolmente intrigante. In ogni modo, giusto per indirizzare le cose glielo feci togliere, ed ora le sue tette erano libere di ondeggiare al minimo movimento.

Ada era piuttosto nervosa e me lo aveva ripetuto più volte, ma poi sulla spiaggia stesa al sole si era rilassata. Intanto passando il tempo, 5 o 6 persone cominciavano ad arrivare. In particolare due uomini si erano messi separatamente uno a destra nostra e uno poco più avanti.

Ada era ancora in topless e le sue magnifiche tette davano spettacolo ogni volta che si muoveva. Io per completare la cosa cominciai a baciarla e a toccarla , giocando con lei, i due sembravano molto interessati.

Verso le 16 dissi ad Ada che era l’ora di spostarsi dietro le dune, e lei mi guardò con un misto di sgomento ed sorpresa

“come ti senti” le chiesi

“non so… strana…..sono eccitata, ma… ho paura”

“stai tranquilla,non faremo niente di avventato, decideremo noi come condurre e al minimo accenno ce ne andremo”

“si ma se.. io… “

“stai tranquilla, Ada rilassati, tu devi fare solo quello che ti senti di fare, in qualsiasi momento tu voglia interrompere lo faremo”

Detto questo ci incamminammo con tutte le nostre cose e ci dirigemmo verso le dune; con la coda dell’occhio notai che il nostro movimento aveva attirato l’interesse dei due.

Tra le dune camminammo un po’ poi trovammo uno spazio abbastanza riparato, in fondo ad un piccolo avvallamento, su due lati c’erano dei cespugli non molto alti che davano un po’ di intimità lasciando comunque spaziare lo sguardo per controllare; non eravamo troppo lontani dalla spiaggia, da cui comunque eravamo divisi da una vegetazione di arbusti abbastanza alta.

Ci sdraiammo sugli asciugamani con Ada alla mia sinistra e cominciammo a baciarci; io le accarezzavo il seno ed i suoi capezzoli già erti, lei mi aveva messo una mano nel costume e mi stava carezzando le palle come solo lei sa fare; le infilai una mano nel costume e glielo portai giù a mezze cosce in modo che avesse la fica in bella vista, così da invogliare eventuali “ospiti”; quando le infilai la mano dentro, la trovai già bella bagnata e disponibile

“Accidenti Ada, meno male eri preoccupata e nervosa!”

Mi guardò con un mezzo risolino di giustificazione

“uhmm … sai com’è… dopo tutto la situazione mi eccita”

Dopo poco cominciai a vedere movimento negli arbusti davanti a noi, circa 10,15 metri e vidi spuntare la testa di uno dei due tizi che erano sulla spiaggia, che evidentemente ci aveva seguiti.

Continuammo a masturbarci nel mentre lo controllavo senza farmi vedere. Pian piano si mosse lentamente uscendo quasi completamente dagli arbusti quasi come per farsi vedere e rimase li in attesa; io alzai lo sguardo, era un uomo non troppo giovane sui 40-50 anni leggermente calvo, abbronzato.

Lo guardai per fargli capire che lo avevo visto, anche Ada lo aveva visto ed ebbe come un fremito; lui rimase fermo come in attesa, io feci un piccolo cenno con la testa, allora lui cominciò lentamente ad avanzare. Aveva già da prima il cazzo fuori dal costume a pantaloncino.

Arrivò vicino a noi e lanciò un timido “ciao”, ma prima che si fermasse misi subito le cose in chiaro.

“Ciao, siamo chiari non vogliamo far niente di speciale, per noi è una prima volta, puoi solo guardarci e segarti senza toccare, non vogliamo fare altro; se ti va bene ok, altrimenti niente, ce ne andiamo”

Guardò dall’alto Ada che era appoggiata sui gomiti con le tette splendide che si distendevano sul suo busto, leggermente debordanti verso le ascelle, i capezzoli scuri e turgidi, il costume bianco oscenamente arrotolato a metà coscia e la sua figa, con la piccolissima striscia di pelo, con le labbra già semiaperte dalle mie dita , era già a mio parere uno spettacolo sufficiente per segarsi.

Il guardone ritenne evidentemente soddisfacente quello che vedeva

“Ok , per me va bene, non vi preoccupate…. Sono una persona educata…” tenne a rassicurarci.

In effetti al di là dell’aspetto fisico non da modello, aveva una voce gradevole, calma, con una leggera inflessione che lo faceva supporre non italiano, ma soprattutto sembrava diciamo “innocuo”.

Anche Ada mosse la testa senza parlare per acconsentire ed il tizio si calò il costume fino ai piedi mostrando un cazzo già quasi duro di discrete dimensioni e si accucciò sui talloni cominciando a segarsi. Era all’altezza del bacino di Ada rivolto verso di lei a distanza di circa 30 cm. Io ripresi a masturbare Ada e lei a segarmi, sentii che si era rilassata e dopo poco cominciò ad ansimare, ad occhi chiusi,cosa che doveva essere piaciuta al guardone perché aumentò il ritmo. Bisbigliai nell’orecchio di Ada

“Non vuoi prenderlo in mano?...no?” Ada mi fece cenno di no con la testa e io desistetti (a malincuore)

Guardavo Ada che ora aveva cominciato ad ansimare più forte sotto le mie dita, sapevo che era vicina all’orgasmo; anche il guardone dava segno di essere prossimo e non potei fare a meno di notare che Ada ora aveva lo sguardo fisso sul suo cazzo come in attesa.

Improvvisamente comparve dallo stesso cespuglio, non molto vicino, l’altro tizio che era sulla spiaggia, facendo cenni; Io e Ada trasalimmo immediatamente e mi rivolsi al nostro “ospite” in maniera concitata ma decisa

“ NO…no.. non vogliamo altri, mandalo, via….fallo andare via altrimenti ci alziamo e ce ne andiamo.”

Il nostro guardone si alzò e con ampi, anzi ampissimi gesti quasi minaccioso, fece capire al suo collega di andarsene,cosa che fece immediatamente; lui riprese a segarsi e subito dopo come a chiedere un premio per la sua tempestività chiese,

“Posso venirle sulle tette? Sono fantastiche” rimanemmo tutti e due senza parole e prima che potessimo parlare aggiunse in tono quasi supplichevole

“Per favore…sarebbe bellissimo….” Guardai Ada interrogativamente e lei per tutta risposta puntandosi sui gomiti spostò il sedere sull’asciugamano avvicinando il suo corpo a quello del tizio, come per agevolarlo, chiaramente acconsentendo. Ada era ormai”partita” dimentica di tutte le sue remore ed era vicinissima all’orgasmo.

Il guardone continuava a menarsi alacremente, pensavo che avrebbe concluso ed invece la cosa si allungava. Mentre guardavo la scena non potei fare a meno di notare che in quella posizione le sue palle si stagliavano massiccie leggermente penzolanti tra le sue gambe; pensando che poteva essere d’aiuto a farlo venire ,ma soprattutto perché, da quel porco che sono lo desideravo tantissimo, buttai lì ad Ada

“Accarezzagli le palle!”

Sentii il suo ventre contrarsi accompagnato da un mugolio sommesso poi senza dire una parola e senza distogliere lo sguardo Ada allungò la mano sinistra e la mise a coppa sotto il pacco del guardone stringendolo, subito dopo vidi le sue dita cominciare a muoversi massaggiando e soppesando quella massa di carne. Ricordando la sensazione che davano quelle dita sulle mie e che ora avevano in mano le palle di un altro uomo l’eccitazione mi salì a mille, e credetti di stare per sborrare.

Il guardone non resistette più, emettendo un grugnito cominciò a sborrare ripetutamente sporgendosi sopra di Ada col cazzo in mano; il primo fiotto la raggiunse in pieno su una delle due tette coprendole completamente un capezzolo, poi altri, uno in mezzo, uno sulla gola, uno sulla spalla, sembrava non smettere più.

Contemporaneamente Ada mandò un gridolino e cominciò a tremare e distendersi squassata da un orgasmo prepotente. Il guardone si ricompose velocemente e ringraziando ripetutamente sparì in brevissimo tempo.

Ada era rimasta sdraiata e senza forze dall’orgasmo. Pian piano mentre la pulivo con dei fazzolettini da tutto lo sperma che aveva addosso si riprese e mi guardò socchiudendo gli occhi…

Le sorrisi e la baciai, lei rispose al mio bacio e mi mise le braccia al collo.

“Com’è andata?” Le domandai

“Dio quanto ho goduto!” mi rispose

“Passata la paura? E’ andata bene no?”

“meglio di quanto pensavo… si, ero un po’ tesa” rispose

Ci rilassammo sdraiati accanto, non prima che Ada si fosse accuratamente lavata tutto il busto con una bottiglia di acqua che avevamo dietro. Così pigramente sdraiati realizzai che l’unico che non aveva sfogato i suoi istinti ero io , che ero ancora eccitato dall’accaduto.

“Bene” dissi ad Ada buttandola sullo scherzoso “ rimarrebbe una piccola formalità qui l’unico che non ha goduto sono io…” Ada mi guardò con la sua faccia maliziosa che mi fa impazzire…

“Uhh. È vero… dobbiamo provvedere… cosa ne diresti se quella puttanella di tua moglie rimediasse subito facendoti un bel pompino?” mi rispose ridendo divertita

L’ho gia detto….adoro questa donna
 

Io1979

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Era una bellissima giornata e nonostante fosse solo aprile inoltrato la temperatura era gradevole anche per stare in costume. Arrivammo in spiaggia verso l’ora di pranzo, e ci sistemammo sugli asciugamani sempre abbastanza vicini alla fine della spiaggia, al limitare dell’inizio delle dune dove supponevamo si svolgessero gli incontri con i voyeur. Avevamo deciso di osservare cosa succedeva sulla spiaggia, non sapendo se la stessa fosse una zona “neutrale” come pensavamo o se già li ci fossero movimenti particolari e pensavamo di spostarci nelle dune nel pomeriggio dopo aver controllato la situazione. Debbo dire che eravamo un po’ delusi perché essendo non ancora stagione estiva c’erano pochissime persone.

Ada aveva un costumino bianco con un reggiseno a fascia , che le schiacciava le tette facendole prorompere in alto, ed era notevolmente intrigante. In ogni modo, giusto per indirizzare le cose glielo feci togliere, ed ora le sue tette erano libere di ondeggiare al minimo movimento.

Ada era piuttosto nervosa e me lo aveva ripetuto più volte, ma poi sulla spiaggia stesa al sole si era rilassata. Intanto passando il tempo, 5 o 6 persone cominciavano ad arrivare. In particolare due uomini si erano messi separatamente uno a destra nostra e uno poco più avanti.

Ada era ancora in topless e le sue magnifiche tette davano spettacolo ogni volta che si muoveva. Io per completare la cosa cominciai a baciarla e a toccarla , giocando con lei, i due sembravano molto interessati.

Verso le 16 dissi ad Ada che era l’ora di spostarsi dietro le dune, e lei mi guardò con un misto di sgomento ed sorpresa

“come ti senti” le chiesi

“non so… strana…..sono eccitata, ma… ho paura”

“stai tranquilla,non faremo niente di avventato, decideremo noi come condurre e al minimo accenno ce ne andremo”

“si ma se.. io… “

“stai tranquilla, Ada rilassati, tu devi fare solo quello che ti senti di fare, in qualsiasi momento tu voglia interrompere lo faremo”

Detto questo ci incamminammo con tutte le nostre cose e ci dirigemmo verso le dune; con la coda dell’occhio notai che il nostro movimento aveva attirato l’interesse dei due.

Tra le dune camminammo un po’ poi trovammo uno spazio abbastanza riparato, in fondo ad un piccolo avvallamento, su due lati c’erano dei cespugli non molto alti che davano un po’ di intimità lasciando comunque spaziare lo sguardo per controllare; non eravamo troppo lontani dalla spiaggia, da cui comunque eravamo divisi da una vegetazione di arbusti abbastanza alta.

Ci sdraiammo sugli asciugamani con Ada alla mia sinistra e cominciammo a baciarci; io le accarezzavo il seno ed i suoi capezzoli già erti, lei mi aveva messo una mano nel costume e mi stava carezzando le palle come solo lei sa fare; le infilai una mano nel costume e glielo portai giù a mezze cosce in modo che avesse la fica in bella vista, così da invogliare eventuali “ospiti”; quando le infilai la mano dentro, la trovai già bella bagnata e disponibile

“Accidenti Ada, meno male eri preoccupata e nervosa!”

Mi guardò con un mezzo risolino di giustificazione

“uhmm … sai com’è… dopo tutto la situazione mi eccita”

Dopo poco cominciai a vedere movimento negli arbusti davanti a noi, circa 10,15 metri e vidi spuntare la testa di uno dei due tizi che erano sulla spiaggia, che evidentemente ci aveva seguiti.

Continuammo a masturbarci nel mentre lo controllavo senza farmi vedere. Pian piano si mosse lentamente uscendo quasi completamente dagli arbusti quasi come per farsi vedere e rimase li in attesa; io alzai lo sguardo, era un uomo non troppo giovane sui 40-50 anni leggermente calvo, abbronzato.

Lo guardai per fargli capire che lo avevo visto, anche Ada lo aveva visto ed ebbe come un fremito; lui rimase fermo come in attesa, io feci un piccolo cenno con la testa, allora lui cominciò lentamente ad avanzare. Aveva già da prima il cazzo fuori dal costume a pantaloncino.

Arrivò vicino a noi e lanciò un timido “ciao”, ma prima che si fermasse misi subito le cose in chiaro.

“Ciao, siamo chiari non vogliamo far niente di speciale, per noi è una prima volta, puoi solo guardarci e segarti senza toccare, non vogliamo fare altro; se ti va bene ok, altrimenti niente, ce ne andiamo”

Guardò dall’alto Ada che era appoggiata sui gomiti con le tette splendide che si distendevano sul suo busto, leggermente debordanti verso le ascelle, i capezzoli scuri e turgidi, il costume bianco oscenamente arrotolato a metà coscia e la sua figa, con la piccolissima striscia di pelo, con le labbra già semiaperte dalle mie dita , era già a mio parere uno spettacolo sufficiente per segarsi.

Il guardone ritenne evidentemente soddisfacente quello che vedeva

“Ok , per me va bene, non vi preoccupate…. Sono una persona educata…” tenne a rassicurarci.

In effetti al di là dell’aspetto fisico non da modello, aveva una voce gradevole, calma, con una leggera inflessione che lo faceva supporre non italiano, ma soprattutto sembrava diciamo “innocuo”.

Anche Ada mosse la testa senza parlare per acconsentire ed il tizio si calò il costume fino ai piedi mostrando un cazzo già quasi duro di discrete dimensioni e si accucciò sui talloni cominciando a segarsi. Era all’altezza del bacino di Ada rivolto verso di lei a distanza di circa 30 cm. Io ripresi a masturbare Ada e lei a segarmi, sentii che si era rilassata e dopo poco cominciò ad ansimare, ad occhi chiusi,cosa che doveva essere piaciuta al guardone perché aumentò il ritmo. Bisbigliai nell’orecchio di Ada

“Non vuoi prenderlo in mano?...no?” Ada mi fece cenno di no con la testa e io desistetti (a malincuore)

Guardavo Ada che ora aveva cominciato ad ansimare più forte sotto le mie dita, sapevo che era vicina all’orgasmo; anche il guardone dava segno di essere prossimo e non potei fare a meno di notare che Ada ora aveva lo sguardo fisso sul suo cazzo come in attesa.

Improvvisamente comparve dallo stesso cespuglio, non molto vicino, l’altro tizio che era sulla spiaggia, facendo cenni; Io e Ada trasalimmo immediatamente e mi rivolsi al nostro “ospite” in maniera concitata ma decisa

“ NO…no.. non vogliamo altri, mandalo, via….fallo andare via altrimenti ci alziamo e ce ne andiamo.”

Il nostro guardone si alzò e con ampi, anzi ampissimi gesti quasi minaccioso, fece capire al suo collega di andarsene,cosa che fece immediatamente; lui riprese a segarsi e subito dopo come a chiedere un premio per la sua tempestività chiese,

“Posso venirle sulle tette? Sono fantastiche” rimanemmo tutti e due senza parole e prima che potessimo parlare aggiunse in tono quasi supplichevole

“Per favore…sarebbe bellissimo….” Guardai Ada interrogativamente e lei per tutta risposta puntandosi sui gomiti spostò il sedere sull’asciugamano avvicinando il suo corpo a quello del tizio, come per agevolarlo, chiaramente acconsentendo. Ada era ormai”partita” dimentica di tutte le sue remore ed era vicinissima all’orgasmo.

Il guardone continuava a menarsi alacremente, pensavo che avrebbe concluso ed invece la cosa si allungava. Mentre guardavo la scena non potei fare a meno di notare che in quella posizione le sue palle si stagliavano massiccie leggermente penzolanti tra le sue gambe; pensando che poteva essere d’aiuto a farlo venire ,ma soprattutto perché, da quel porco che sono lo desideravo tantissimo, buttai lì ad Ada

“Accarezzagli le palle!”

Sentii il suo ventre contrarsi accompagnato da un mugolio sommesso poi senza dire una parola e senza distogliere lo sguardo Ada allungò la mano sinistra e la mise a coppa sotto il pacco del guardone stringendolo, subito dopo vidi le sue dita cominciare a muoversi massaggiando e soppesando quella massa di carne. Ricordando la sensazione che davano quelle dita sulle mie e che ora avevano in mano le palle di un altro uomo l’eccitazione mi salì a mille, e credetti di stare per sborrare.

Il guardone non resistette più, emettendo un grugnito cominciò a sborrare ripetutamente sporgendosi sopra di Ada col cazzo in mano; il primo fiotto la raggiunse in pieno su una delle due tette coprendole completamente un capezzolo, poi altri, uno in mezzo, uno sulla gola, uno sulla spalla, sembrava non smettere più.

Contemporaneamente Ada mandò un gridolino e cominciò a tremare e distendersi squassata da un orgasmo prepotente. Il guardone si ricompose velocemente e ringraziando ripetutamente sparì in brevissimo tempo.

Ada era rimasta sdraiata e senza forze dall’orgasmo. Pian piano mentre la pulivo con dei fazzolettini da tutto lo sperma che aveva addosso si riprese e mi guardò socchiudendo gli occhi…

Le sorrisi e la baciai, lei rispose al mio bacio e mi mise le braccia al collo.

“Com’è andata?” Le domandai

“Dio quanto ho goduto!” mi rispose

“Passata la paura? E’ andata bene no?”

“meglio di quanto pensavo… si, ero un po’ tesa” rispose

Ci rilassammo sdraiati accanto, non prima che Ada si fosse accuratamente lavata tutto il busto con una bottiglia di acqua che avevamo dietro. Così pigramente sdraiati realizzai che l’unico che non aveva sfogato i suoi istinti ero io , che ero ancora eccitato dall’accaduto.

“Bene” dissi ad Ada buttandola sullo scherzoso “ rimarrebbe una piccola formalità qui l’unico che non ha goduto sono io…” Ada mi guardò con la sua faccia maliziosa che mi fa impazzire…

“Uhh. È vero… dobbiamo provvedere… cosa ne diresti se quella puttanella di tua moglie rimediasse subito facendoti un bel pompino?” mi rispose ridendo divertita

L’ho gia detto….adoro questa donna
Spettacolare 💦💦💦
 
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kebos

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Dopo ogni avventura, avevamo preso l’abitudine di parlarne tra noi. Nei giorni successivi, in momenti di riflessione cercavamo di capire quali erano state le nostre sensazioni, cosa ci avevano procurato, e più di altre cose capire il perchè. Questa nostre conversazioni avvenivano a volte prima di fare sesso, e ci eccitavano anche, tanto che finivamo per scopare. Anche il modo in cui le affrontavamo era eccitante, il linguaggio era infatti diretto, usando dei termini che mai avremmo usato nella vita normale.

Quella sera ripercorrevamo , a letto , i momenti della giornata ed avevo la curiosità di sapere da Ada le sue sensazioni sul fatto che per la prima volta nei nostri “giochini” aveva toccato le zone genitali di un altro uomo. (Le avevo anche chiesto del perché si era rifiutata di segarlo e la sua risposta era stata che non si sentiva a suo agio non era preparata e poi aggiunse tra il serio e una punta di scherzo che il soggetto era troppo “vecchio” nel senso che si immaginava più di fare qualcosa con ragazzi giovani; le avrebbe dato più senso di eccitazione sapere di dirigere le cose con un ragazzo un po’ inesperto, disse”

“Ada, come è stato prendere in mano le palle del guardone?”

“E’ stato….come una scossa….le sentivo dure… calde…ruvide, mi piaceva stringerle e massaggiarle, praticamente ho goduto quasi subito dopo averle prese in mano”

“ Ma dentro di te, nel tuo godimento, cosa provavi, cosa ti piaceva?”

“Mi piaceva farlo, mi piaceva vedere un uomo che stava godendo guardandomi nuda, e facendosi toccare, mi dava una sensazione di potere di esaltazione, mi piaceva sapere che mi stavo comportando come una grandissima puttana e che tu eri li, davanti a me….mio marito che mi vedeva fare la puttana davanti ad altri….”

E con una faccia appena corrucciata aggiuse “ e poi passato il tutto torno a domandarmi come si concilia tutto questo con il resto della nostra vita dove sono una donna irreprensibile, equilibrata, compunta che arrossisce alle parolacce…”

Comprendevo benissimo la sua situazione e aggiunsi

“Hai ragione, io da parte mia ugualmente non riesco a spiegarmi la stessa cosa. Nel momento in cui mi eccito godo nel vederti fare la puttana davanti o con un’altro, nel pensare che quella che sta facendo la troia con un altro uomo è la donna che ho sposato; e come te alla fine mi domando come sia possibile conciliare il fatto che come uomo, nella vita normale sono geloso di te, anch’io sono serio ed equilibrato, tengo a te più di ogni altra cosa, eppure in quei momenti…

Ada mi strinse a se ed aggiunse

“credo che non avremo la risposta, almeno non la risposta che vorremmo spazzasse tutte le nostre incertezze; ma soprattutto credo che dovremo accettare le cose per così come sono, per il piacere che ne traiamo senza cercarne significati particolari. In fondo, e questo me lo hai insegnato tu portandomi fin qui, ognuno deve godere più che può del proprio sesso, senza porsi limiti se non quelli che non siano di mettere in pericolo il proprio rapporto. E direi che il nostro rapporto non sia in pericolo,ma anzi abbia tratto giovamento dalle nostre piccole avventure”

“Hai ragione” convenni “ e credo che il fatto che siamo qui a parlarne sia la garanzia migliore che ci possiamo dare; finchè ci parliamo e condividiamo tutto senza veli saremo sempre uniti. Ti amo Ada”

“Anch’io amore…tantissimo”
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Sono contento che i racconti delle nostre avventure piacciano; vedo che apprezzate in diversi e a questo proposito vi chiederei di partecipare di più , nel senso che io ho cercato di farvi partecipi non tanto dell'atto sessuale in se stesso quanto di tutto quello che c'è dietro; sto cercando di far emergere tutta la parte di coinvolgimento mentale, come si evolve tutta la nostra storia tramite l'eccitazione, l'erotismo, le paure i dubbi, le contraddizioni e per questo ci piacerebbe avere dei riscontri su come sta andando secondo voi , come la stiamo gestendo, cosa pensate di me, di Ada delle nostre esaltazioni e paure continue. Ho detto "ci piacerebbe" perchè avevo iniziato a scrivere senza aver detto niente ad Ada ma poi non mi sembrava corretto alla luce del nostro rapporto sempre leale e trasparente tenerla all'oscuro, quindi pochi giorni fa l’ho messa al corrente di tutto. Devo dire che il suo lato esibizionista ha gradito anche se non è mancata la solita contraddizione , eccitazione e un po’ di sgomento nel vedere scritte alcune cose su di lei….
 

gfnn

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bello vedere il gioco evolvere lentamente, godendo sempre un poco di più.

E comunque non se fa piacere ma mi sto facendo delle gran seghe :D
 

Ma1aking

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Intanto rinnovo i miei complimenti per i racconti, la scrittura e ovviamente quel che si è visto di Ada.
Concordo che delle volte sono più eccitanti le sansazioni o le fantasie che l'atto vero e proprio.
L'importante è che siate entrambi convinti delle scelte e facciate le cose senza nascondervele.
Del resto....Continuate cosi! Fate le vostre esperienze e cosa importante condividetele con noi! :ROFLMAO:
 

ellebi

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...avevo iniziato a scrivere senza aver detto niente ad Ada ma poi non mi sembrava corretto alla luce del nostro rapporto sempre leale e trasparente tenerla all'oscuro, quindi pochi giorni fa l’ho messa al corrente di tutto. Devo dire che il suo lato esibizionista ha gradito anche se non è mancata la solita contraddizione , eccitazione e un po’ di sgomento nel vedere scritte alcune cose su di lei….
Ecco, il succo del ragionamento sta qui: la condivisione in tutto ciò che si fa. Sintanto che c'è la condivisione, va tutto bene e non c'è nulla di cui preoccuparsi, specialmente dei giudizi altrui
 

trenosenzafreno

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di racconti ne ho letti tanti....questo vince su tutti, number one non tanto per la sfera sessuale, ma per come ci siete arrivati. Sai anche io ho questo desiderio con mia moglie...qualcosa di soft senza esagerare e stavo pensando di far leggere questo racconto a mia moglie, in modo tale che possa in qualche modo immedesimarsi in ADA. I miei complimenti per tutto, per come scrivi e per come mi ha fatto vivere questa evoluzione in voi.
 
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kebos

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di racconti ne ho letti tanti....questo vince su tutti, number one non tanto per la sfera sessuale, ma per come ci siete arrivati. Sai anche io ho questo desiderio con mia moglie...qualcosa di soft senza esagerare e stavo pensando di far leggere questo racconto a mia moglie, in modo tale che possa in qualche modo immedesimarsi in ADA. I miei complimenti per tutto, per come scrivi e per come mi ha fatto vivere questa evoluzione in voi.
Ti auguro vivamente di riuscirci, se tua moglie acconsentirà a seguirti in un percorso simile ti ritroverai, anzi vi ritroverete, a provare e condividere sensazioni uniche.
 

Goky

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Bellissime le vostre esperienze...anche per noi più o meno è andata così :love:
Mia moglie la sto lavorando... è passata dal no secco al ' se non ero madre'... penso che in viaggietto all'estero lontano da occhi conosciuti dovrei riuscire nell'impresa... dovrei...
 
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kebos

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Avevamo lavorato duro tutto l’anno e la necessità di staccare si faceva sentire; organizzammo per il mese di giugno una vacanza di dieci giorni che avremmo trascorso in un villaggio turistico sulla costa dello Yucatan in Messico paese che adoriamo.

Naturalmente la mia mente si mise in movimento; già all’uscita dall’agenzia dopo aver prenotato ne parlavamo contenti, Ada era entusiasta come una bambina di tornare in Messico, ed io dissi enigmaticamente, ma non troppo:

“Questa vacanza capita proprio bene, ora che abbiamo ripreso i nostri “giochini”….chissà…”

Ada mi guardò e fece uno sbuffo dalla bocca:

“Pffffhhh… sapevo che prima o poi sarebbe tornato questo tema…”

“beh…sai…” risposi facendo il vago

“senti Paolo, inutile che ci giri intorno, anch’io in questo tempo ho a volte pensato a questa cosa, e tu che mi conosci lo sai che mi vergogno al solo pensiero; finora i nostri giochini sono stati tra noi , gli altri che abbiamo coinvolto sono state figure più o meno passive che abbiamo usato per i nostri fini. ma se andassimo avanti con quello che pensi dovremmo coinvolgere un’altra persona in maniera estesa e più intima e…. io so che mi sentirei in imbarazzo totale… non so se potrei”

Capivo che Ada era come sempre razionale e sincera, ma l’unica cosa che la mia mente fissò fu “se il problema ora rimane solo la timidezza e l’eventuale impaccio… allora…

Ripetemmo un po’ i soliti discorsi già fatti in precedenza e tutto come al solito rimase lì a mezzaria, ne si ne no, forse, ma anche no, e solo se si fosse verificata un’occasione spontanea…

Già facile a dirsi e come si può creare un’occasione spontanea, naturale, in cui puoi fare in modo che tua moglie seghi o spompini un estraneo? Nonostante tutta la fantasia che ci mettessi trovavo veramente difficile anche immaginarmela, visto che appunto non siamo tipi da buttarsi in situazioni estreme tipo privè, locali particolari od altro; Ada non mi avrebbe mai seguito in un percorso del genere e anch’io non glielo avrei mai proposto. Decisi quindi di lasciare la mente libera quanto possibile ed arrivammo al momento della partenza del viaggio senza aver più accennato all’argomento.



Il villaggio era bellissimo e così la spiaggia. Il nostro bungalow era un piccolo appartamento costituito in pratica di una camera, più una piccolo disimpegno accanto comunicante con un arco a destra del quale c’era il minibagno mentre a sinistra una piccola scrivania da appoggio e dei ripiani incassati nel muro a simulare un armadio aperto; fuori c’era un piccolo patio con l’immancabile amaca messicana; all’interno della camere c’era una dolce penombra che contrastava con la luminosità esterna; avevamo avuto la fortuna (ma erano state più alcune conoscenze giuste in agenzia) che il bungalow era situato nella seconda fila dalla spiaggia, per cui praticamente scendevamo direttamente in spiaggia appena usciti dalla porta di casa.

La sistemazione ci piaceva tantissimo, la spiaggia pure, avevamo già programmato alcune gite “archeologiche”, insomma ci piaceva tutto e ci buttammo nella vacanza a capofitto dimenticando tutto il resto.

Il giorno dopo il nostro arrivo eravamo andati in spiaggia presto e verso mezzogiorno , visto il caldo, decidemmo di tornare in camera e, appena entrati trovammo il ragazzo che stava finendo le pulizie; si presentò molto cordialmente, disse di chiamarsi Diego e che era il nostro addetto al rifacimento della camera. Era un ragazzo carino sui 20-22 anni di aspetto tipico latino, pelle leggermente ambrata e parlava un Italiano quasi perfetto (a parte gli articoli che tutti gli stranieri non usano). Ci fermammo un po’ a parlare e ci spiegò molto timidamente che sapeva bene la lingua perché la sua famiglia era molto povera e lui era cresciuto in una missione di religiosi italiani e questo lo aveva alla fine favorito nel lavoro perché in quella zona gli Italiani presenti nei villaggi erano molti e per lui trovare lavoro era facile. Mentre stavamo parlando Ada si accorse che sul letto, fatta con gli asciugamani opportunamente piegati (lo fanno abitualmente nei villaggi) c’era la figura di un Elefante e rimase entusiasta come una bambina ( è un suo punto debole se voglio farla felice so che devo regalarle un animalino di peluche). Fece un sacco di complimenti a Diego per la sua bravura e lui visibilmente emozionato disse che tutte le mattine ci avrebbe fatto trovare una composizione diversa.

Ci disse inoltre che lui la sera verso le 19 aveva l’incombenza di fare un giro veloce di controllo ai bungalows passando senza fermarsi nell’eventualità ci fossero problemi o inconvenienti o se avessimo avuto qualsiasi necessità.

L’atmosfera ci eccitava, le giornate passate in spiaggia e senza pensieri alla sera ci portavano addosso un senso di euforia che si trasformava in attività sessuale intensa. I nostri “giochini” erano ripresi, ma avevamo fatto solo cose banali.

Un giorno eravamo andati con un bus da 12 posti a vedere delle rovine Maya vicino ad una spiaggia e dopo il guidatore del pulmino ci aveva portato ad una spiaggia vicina, molto piccola, Eravamo in 12 persone che si erano sparpagliate su questo fazzoletto ,alcuni facevano il bagno ma l’acqua era gelida e noi avevamo soprasseduto. Eravamo seduti su un asciugamano un po’ in disparte e vicino a noi c’era anche il guidatore del pulmino con cui avevamo parlato degli scavi . Ada aveva comprato per le vacanze alcuni costumi e oggi indossava un due pezzi color lavanda con mutandine con i laccetti laterali, e un top fatto di due coppette a triangolo con un laccio dietro ed uno legato al collo. Il guidatore non era rimasto indifferente ad Ada e soprattutto alle sue tette meravigliose che compresse nel costume sembravano spingere per uscire.

Ci eravamo accorti della cosa ed era intercorso tra noi uno sguardo complice, Ada mi fece un piccolo sorriso guardandomi da sotto gli occhiali

“stai a vedere…” mi bisbigliò

Mise le mani dietro al laccio del costume al collo, lo sciolse e come spesso fanno le donne per non avere righe aull’abbronzatura , se lo legò nuovamente dietro sulla schiena insieme all’altro laccio; sistemate in questo modo le due coppette senza la trazione del laccio in alto contengono ed aderiscono meno e si spostano un po’ ai lati dei seni; in più Ada aveva sapientemente riannodato il laccetto lasciandolo molto lento. Fatto questo si rimise sdraiata in posizione diversa più vicina al guidatore. Dopo pochi secondi buttò lì a voce alta per attirare l’attenzione ed alzandosi in ginocchio sull’asciugamano

“Che stupida sono se non mi metto la crema oggi arrostisco”

La borsa però era lontana , praticamente tra la borsa ed Ada c’era il guidatore (non era un caso Ada l’aveva spostata poco prima) , cosicchè in ginocchio sulle sue gambe a circa un metro da guidatore gli chiese se poteva passarle la borsa; lui la prese e stese il braccio verso Ada, che per arrivare a prenderla si spostò in avanti appoggiando una mano a terra; già le sue tette in questa posizione cominciarono a penzolare e spingere da dentro il costume pericolosamente. Il tocco finale lo dette Ada che consapevole di quello che stava facendo allungò il braccio destro stendendolo il più possibile per raggiungere la borsa; Le sue tette sgusciarono fuori insieme dal reggiseno con un movimento che a me fa sempre impazzire e rimasero ballonzolanti in faccia al guidatore che era pietrificato con la borsa in mano. Ada naturalmente si prese tutto il tempo possibile per ricomporsi, scusandosi e giustificandosi con un risolino. Era stato un giochino banale, un po’ stupido, ma tanto bastò per eccitarci, anche se in camera ridemmo allegramente sulla faccia che aveva fatto il guidatore.

Nei giorni successivi ci dividemmo tra la spiaggia ed alcune attività organizzate. Quando restavamo alla spiaggia del villaggio andavamo la mattina abbastanza presto e tornavamo al bungalow verso mezzogiorno perchè il caldo e il sole diventavano insopportabili; quasi sempre incrociavamo Diego che stava finendo la nostra camera ed Ada lo riempiva di complimenti per le sue creazioni con gli asciugamani che lasciava sul letto, quando una giraffa, un coccodrillo,un cane,un serpente devo dire che era veramente bravo. La sera dopo esserci sistemati e docciati passavamo qualche momento prima della cena nel patio , sull’amaca che ci litigavamo.

Quasi sempre Diego passava e si fermava a parlare con noi ed altri ospiti italiani, diceva che gli faceva piacere parlare italiano; era un ragazzo con un bel sorriso, simpatico ma, nonostante il suo lavoro a contatto con le persone molto timido ed impacciato a volte.

E’ ovvio,che ve lo dico a fare, che una mezza idea mi era venuta, ma Diego era così naif, così lontano da qualcosa di sensuale che il pensiero mi aveva soltanto sfiorato, anche se in una conversazione si era fatto sfuggire un commento di ammirazione verso Ada ma così impacciato che non gli diedi considerazione

A cena andavamo nei vari ristoranti etnici del villaggio o fuori al più vicino centro abitato.

Qui Ada metteva in atto qualche “giochino” giusto per eccitarci un po’ per la serata.

Solitamente metteva o abitini estivi corti e scollati o quei vestitini tipo maglia fine elastica che non hanno spalline ma che si reggono al di sopra del seno. Naturalmente era una lotta farglieli mettere senza reggiseno sotto; diceva che erano sconci, che si vergognava…protestava, ma alla fine cedeva. Ed era uno spettacolo, le sue tette che si muovevano ( e come si muovevano!) sotto e i suoi capezzoli che si intuivano spingere, mi davano un senso di euforia ed anche Ada alla fine si sentiva coinvolta abbandonando tutte le sue paranoie.

Durante la cena se eravamo in posizione non troppo esposta, (ma sceglievamo locali sempre non affollati e piuttosto intimi) la esortavo a farsi vedere; allora Ada se aveva il vestito di maglia tirava giù furtivamente l’orlo al di sotto delle tette liberandole e restando così finchè non arrivava qualcuno; con il vestito con le spalline c’era anche poco bisogno di lavorarci, perché le spalline tendevano a scendere da sole e bastava che Ada scrollasse un po’ le spalle che le scendevano fin quasi a mostrare i capezzoli. Tutte le sere bevevamo vino ed Ada dopo un po’ lasciava andare le sue ritrosie; vedevo dai suoi occhi lucidi quando il vino aveva fatto effetto ed allora cominciava ad allentare i suoi freni. Una sera che io ero particolarmente insistente e lei più brilla del solito avevamo fatto tardi eravamo rimasti gli unici ai tavoli , c’era un cameriere con dei baffettini che insistentemente girava intorno al nostro tavolo con aria un po’ insolente.

Dentro di me ero sempre attento a cercare di cogliere una situazione , una sfumatura che ci potesse far mettere in atto quello che io volevo e che Ada non aveva ancora accettato, ma che in ogni caso (SE) avrebbe dovuto avvenire quasi casualmente. Nella mia testa e con la poca lucidità perché anche io avevo bevuto non poco, quel cameriere insistente poteva essere un occasione?

Avevo voglia di vederle le tette un ‘ultima volta prima di andare via e lo dissi ad Ada che con un risolino, più brilla di me, prese con tutte e due le mani l’orlo del vestito di maglia e se lo tirò giù lentamente.

Nella penombra del separè le sue tette piene comparvero splendide nel loro contrasto tra la parte abbronzata e la parte ancora chiara dove si stagliava un’areola rosea con al centro un capezzolo scuro e turgido. Rimase così qualche secondo poi tirò su il vestito di nuovo.

Con la coda dell’occhio vidi alla mia destra, nell’altro separè comparire il cameriere, che non avevo notato; non so quanto ma qualcosa doveva aver visto a giudicare dal risolino furbetto che aveva stampato in faccia

Al momento di pagare il cameriere venne al nostro tavolo con fare molto sdolcinato, aveva cambiato atteggiamento ,quando Ada accennò ad alzarsi si prodigò a toglierle la sedia ed accennò un quasi baciamano e le disse (solo a lei) con tono sfacciato e guardandola negli occhi (dimenticavo, era italiano anche lui)

“spero che la signora abbia gradito, e di qualsiasi cosa avesse bisogno io sono qua” calcando sulla parola qualsiasi.

Devo dire che se avevo minimamente pensato a lui come possibile soggetto per i miei progetti, il suo comportamento mi dette fastidio, lo trovai eccessivamente volgare ed indisponente, non tanto per quello che aveva detto ma per i modi viscidi che aveva avuto e che mi è difficile far capire per scritto. Ada aveva avuto la stessa sensazione e me lo confermò non prima di avermi fatto una mezza scenata semiseria, sul fatto che le facevo fare sempre quelle figure, ma anche lei ormai brilla non si prendeva troppo sul serio e finimmo a riderne tutti e due sotto la luna sul lungomare.

…(continua)…

P.S. questo è più o meno quello che ha visto sulla spiaggia il guidatore del pulmino
 

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Ale888

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Avevamo lavorato duro tutto l’anno e la necessità di staccare si faceva sentire; organizzammo per il mese di giugno una vacanza di dieci giorni che avremmo trascorso in un villaggio turistico sulla costa dello Yucatan in Messico paese che adoriamo.

Naturalmente la mia mente si mise in movimento; già all’uscita dall’agenzia dopo aver prenotato ne parlavamo contenti, Ada era entusiasta come una bambina di tornare in Messico, ed io dissi enigmaticamente, ma non troppo:

“Questa vacanza capita proprio bene, ora che abbiamo ripreso i nostri “giochini”….chissà…”

Ada mi guardò e fece uno sbuffo dalla bocca:

“Pffffhhh… sapevo che prima o poi sarebbe tornato questo tema…”

“beh…sai…” risposi facendo il vago

“senti Paolo, inutile che ci giri intorno, anch’io in questo tempo ho a volte pensato a questa cosa, e tu che mi conosci lo sai che mi vergogno al solo pensiero; finora i nostri giochini sono stati tra noi , gli altri che abbiamo coinvolto sono state figure più o meno passive che abbiamo usato per i nostri fini. ma se andassimo avanti con quello che pensi dovremmo coinvolgere un’altra persona in maniera estesa e più intima e…. io so che mi sentirei in imbarazzo totale… non so se potrei”

Capivo che Ada era come sempre razionale e sincera, ma l’unica cosa che la mia mente fissò fu “se il problema ora rimane solo la timidezza e l’eventuale impaccio… allora…

Ripetemmo un po’ i soliti discorsi già fatti in precedenza e tutto come al solito rimase lì a mezzaria, ne si ne no, forse, ma anche no, e solo se si fosse verificata un’occasione spontanea…

Già facile a dirsi e come si può creare un’occasione spontanea, naturale, in cui puoi fare in modo che tua moglie seghi o spompini un estraneo? Nonostante tutta la fantasia che ci mettessi trovavo veramente difficile anche immaginarmela, visto che appunto non siamo tipi da buttarsi in situazioni estreme tipo privè, locali particolari od altro; Ada non mi avrebbe mai seguito in un percorso del genere e anch’io non glielo avrei mai proposto. Decisi quindi di lasciare la mente libera quanto possibile ed arrivammo al momento della partenza del viaggio senza aver più accennato all’argomento.



Il villaggio era bellissimo e così la spiaggia. Il nostro bungalow era un piccolo appartamento costituito in pratica di una camera, più una piccolo disimpegno accanto comunicante con un arco a destra del quale c’era il minibagno mentre a sinistra una piccola scrivania da appoggio e dei ripiani incassati nel muro a simulare un armadio aperto; fuori c’era un piccolo patio con l’immancabile amaca messicana; all’interno della camere c’era una dolce penombra che contrastava con la luminosità esterna; avevamo avuto la fortuna (ma erano state più alcune conoscenze giuste in agenzia) che il bungalow era situato nella seconda fila dalla spiaggia, per cui praticamente scendevamo direttamente in spiaggia appena usciti dalla porta di casa.

La sistemazione ci piaceva tantissimo, la spiaggia pure, avevamo già programmato alcune gite “archeologiche”, insomma ci piaceva tutto e ci buttammo nella vacanza a capofitto dimenticando tutto il resto.

Il giorno dopo il nostro arrivo eravamo andati in spiaggia presto e verso mezzogiorno , visto il caldo, decidemmo di tornare in camera e, appena entrati trovammo il ragazzo che stava finendo le pulizie; si presentò molto cordialmente, disse di chiamarsi Diego e che era il nostro addetto al rifacimento della camera. Era un ragazzo carino sui 20-22 anni di aspetto tipico latino, pelle leggermente ambrata e parlava un Italiano quasi perfetto (a parte gli articoli che tutti gli stranieri non usano). Ci fermammo un po’ a parlare e ci spiegò molto timidamente che sapeva bene la lingua perché la sua famiglia era molto povera e lui era cresciuto in una missione di religiosi italiani e questo lo aveva alla fine favorito nel lavoro perché in quella zona gli Italiani presenti nei villaggi erano molti e per lui trovare lavoro era facile. Mentre stavamo parlando Ada si accorse che sul letto, fatta con gli asciugamani opportunamente piegati (lo fanno abitualmente nei villaggi) c’era la figura di un Elefante e rimase entusiasta come una bambina ( è un suo punto debole se voglio farla felice so che devo regalarle un animalino di peluche). Fece un sacco di complimenti a Diego per la sua bravura e lui visibilmente emozionato disse che tutte le mattine ci avrebbe fatto trovare una composizione diversa.

Ci disse inoltre che lui la sera verso le 19 aveva l’incombenza di fare un giro veloce di controllo ai bungalows passando senza fermarsi nell’eventualità ci fossero problemi o inconvenienti o se avessimo avuto qualsiasi necessità.

L’atmosfera ci eccitava, le giornate passate in spiaggia e senza pensieri alla sera ci portavano addosso un senso di euforia che si trasformava in attività sessuale intensa. I nostri “giochini” erano ripresi, ma avevamo fatto solo cose banali.

Un giorno eravamo andati con un bus da 12 posti a vedere delle rovine Maya vicino ad una spiaggia e dopo il guidatore del pulmino ci aveva portato ad una spiaggia vicina, molto piccola, Eravamo in 12 persone che si erano sparpagliate su questo fazzoletto ,alcuni facevano il bagno ma l’acqua era gelida e noi avevamo soprasseduto. Eravamo seduti su un asciugamano un po’ in disparte e vicino a noi c’era anche il guidatore del pulmino con cui avevamo parlato degli scavi . Ada aveva comprato per le vacanze alcuni costumi e oggi indossava un due pezzi color lavanda con mutandine con i laccetti laterali, e un top fatto di due coppette a triangolo con un laccio dietro ed uno legato al collo. Il guidatore non era rimasto indifferente ad Ada e soprattutto alle sue tette meravigliose che compresse nel costume sembravano spingere per uscire.

Ci eravamo accorti della cosa ed era intercorso tra noi uno sguardo complice, Ada mi fece un piccolo sorriso guardandomi da sotto gli occhiali

“stai a vedere…” mi bisbigliò

Mise le mani dietro al laccio del costume al collo, lo sciolse e come spesso fanno le donne per non avere righe aull’abbronzatura , se lo legò nuovamente dietro sulla schiena insieme all’altro laccio; sistemate in questo modo le due coppette senza la trazione del laccio in alto contengono ed aderiscono meno e si spostano un po’ ai lati dei seni; in più Ada aveva sapientemente riannodato il laccetto lasciandolo molto lento. Fatto questo si rimise sdraiata in posizione diversa più vicina al guidatore. Dopo pochi secondi buttò lì a voce alta per attirare l’attenzione ed alzandosi in ginocchio sull’asciugamano

“Che stupida sono se non mi metto la crema oggi arrostisco”

La borsa però era lontana , praticamente tra la borsa ed Ada c’era il guidatore (non era un caso Ada l’aveva spostata poco prima) , cosicchè in ginocchio sulle sue gambe a circa un metro da guidatore gli chiese se poteva passarle la borsa; lui la prese e stese il braccio verso Ada, che per arrivare a prenderla si spostò in avanti appoggiando una mano a terra; già le sue tette in questa posizione cominciarono a penzolare e spingere da dentro il costume pericolosamente. Il tocco finale lo dette Ada che consapevole di quello che stava facendo allungò il braccio destro stendendolo il più possibile per raggiungere la borsa; Le sue tette sgusciarono fuori insieme dal reggiseno con un movimento che a me fa sempre impazzire e rimasero ballonzolanti in faccia al guidatore che era pietrificato con la borsa in mano. Ada naturalmente si prese tutto il tempo possibile per ricomporsi, scusandosi e giustificandosi con un risolino. Era stato un giochino banale, un po’ stupido, ma tanto bastò per eccitarci, anche se in camera ridemmo allegramente sulla faccia che aveva fatto il guidatore.

Nei giorni successivi ci dividemmo tra la spiaggia ed alcune attività organizzate. Quando restavamo alla spiaggia del villaggio andavamo la mattina abbastanza presto e tornavamo al bungalow verso mezzogiorno perchè il caldo e il sole diventavano insopportabili; quasi sempre incrociavamo Diego che stava finendo la nostra camera ed Ada lo riempiva di complimenti per le sue creazioni con gli asciugamani che lasciava sul letto, quando una giraffa, un coccodrillo,un cane,un serpente devo dire che era veramente bravo. La sera dopo esserci sistemati e docciati passavamo qualche momento prima della cena nel patio , sull’amaca che ci litigavamo.

Quasi sempre Diego passava e si fermava a parlare con noi ed altri ospiti italiani, diceva che gli faceva piacere parlare italiano; era un ragazzo con un bel sorriso, simpatico ma, nonostante il suo lavoro a contatto con le persone molto timido ed impacciato a volte.

E’ ovvio,che ve lo dico a fare, che una mezza idea mi era venuta, ma Diego era così naif, così lontano da qualcosa di sensuale che il pensiero mi aveva soltanto sfiorato, anche se in una conversazione si era fatto sfuggire un commento di ammirazione verso Ada ma così impacciato che non gli diedi considerazione

A cena andavamo nei vari ristoranti etnici del villaggio o fuori al più vicino centro abitato.

Qui Ada metteva in atto qualche “giochino” giusto per eccitarci un po’ per la serata.

Solitamente metteva o abitini estivi corti e scollati o quei vestitini tipo maglia fine elastica che non hanno spalline ma che si reggono al di sopra del seno. Naturalmente era una lotta farglieli mettere senza reggiseno sotto; diceva che erano sconci, che si vergognava…protestava, ma alla fine cedeva. Ed era uno spettacolo, le sue tette che si muovevano ( e come si muovevano!) sotto e i suoi capezzoli che si intuivano spingere, mi davano un senso di euforia ed anche Ada alla fine si sentiva coinvolta abbandonando tutte le sue paranoie.

Durante la cena se eravamo in posizione non troppo esposta, (ma sceglievamo locali sempre non affollati e piuttosto intimi) la esortavo a farsi vedere; allora Ada se aveva il vestito di maglia tirava giù furtivamente l’orlo al di sotto delle tette liberandole e restando così finchè non arrivava qualcuno; con il vestito con le spalline c’era anche poco bisogno di lavorarci, perché le spalline tendevano a scendere da sole e bastava che Ada scrollasse un po’ le spalle che le scendevano fin quasi a mostrare i capezzoli. Tutte le sere bevevamo vino ed Ada dopo un po’ lasciava andare le sue ritrosie; vedevo dai suoi occhi lucidi quando il vino aveva fatto effetto ed allora cominciava ad allentare i suoi freni. Una sera che io ero particolarmente insistente e lei più brilla del solito avevamo fatto tardi eravamo rimasti gli unici ai tavoli , c’era un cameriere con dei baffettini che insistentemente girava intorno al nostro tavolo con aria un po’ insolente.

Dentro di me ero sempre attento a cercare di cogliere una situazione , una sfumatura che ci potesse far mettere in atto quello che io volevo e che Ada non aveva ancora accettato, ma che in ogni caso (SE) avrebbe dovuto avvenire quasi casualmente. Nella mia testa e con la poca lucidità perché anche io avevo bevuto non poco, quel cameriere insistente poteva essere un occasione?

Avevo voglia di vederle le tette un ‘ultima volta prima di andare via e lo dissi ad Ada che con un risolino, più brilla di me, prese con tutte e due le mani l’orlo del vestito di maglia e se lo tirò giù lentamente.

Nella penombra del separè le sue tette piene comparvero splendide nel loro contrasto tra la parte abbronzata e la parte ancora chiara dove si stagliava un’areola rosea con al centro un capezzolo scuro e turgido. Rimase così qualche secondo poi tirò su il vestito di nuovo.

Con la coda dell’occhio vidi alla mia destra, nell’altro separè comparire il cameriere, che non avevo notato; non so quanto ma qualcosa doveva aver visto a giudicare dal risolino furbetto che aveva stampato in faccia

Al momento di pagare il cameriere venne al nostro tavolo con fare molto sdolcinato, aveva cambiato atteggiamento ,quando Ada accennò ad alzarsi si prodigò a toglierle la sedia ed accennò un quasi baciamano e le disse (solo a lei) con tono sfacciato e guardandola negli occhi (dimenticavo, era italiano anche lui)

“spero che la signora abbia gradito, e di qualsiasi cosa avesse bisogno io sono qua” calcando sulla parola qualsiasi.

Devo dire che se avevo minimamente pensato a lui come possibile soggetto per i miei progetti, il suo comportamento mi dette fastidio, lo trovai eccessivamente volgare ed indisponente, non tanto per quello che aveva detto ma per i modi viscidi che aveva avuto e che mi è difficile far capire per scritto. Ada aveva avuto la stessa sensazione e me lo confermò non prima di avermi fatto una mezza scenata semiseria, sul fatto che le facevo fare sempre quelle figure, ma anche lei ormai brilla non si prendeva troppo sul serio e finimmo a riderne tutti e due sotto la luna sul lungomare.

…(continua)…

P.S. questo è più o meno quello che ha visto sulla spiaggia il guidatore del pulmino
Che dire, ECCEZZIONALE davvero, intrigante, traspare la voglia di trasgredire ma sempre con il massimo rispetto l'uno per l'altro, credo stia alla base del vostro rapporto, bravi davvero.
 

beth1985

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perché ho la sensazione che Diego potrebbe avere una sorpresa!!
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E devo anche dire che il viaggio che ha fatto tua moglie mi ha davvero emozionato. Ho provato molte volte a convincere mia moglie a fare lo stesso e per un po' ha funzionato, ma man mano che è invecchiata sembra più riluttante. Sono geloso ma come una roccia!
 
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