Racconto di fantasia Lo scopatore seriale paranormale.

PrincipeGoloso

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Mi chiamo Aldo, oggi ho 75 anni, ben portati, e spesso passeggiando noto delle belle donne, le osservo, le scruto e penso a quanto sia stato fortunato ad avere scoperto casualmente all’età di 20 anni un oggetto capace di farmi scopare qualsiasi donna.

Allo stesso tempo rifletto su quell’oggetto, se oggi fosse il caso di distruggerlo e cosi più nessuno si trovi in quella condizione; oltre al fatto che potrebbe essere utilizzato per scopare o altro di ben più grave!

Mi soffermo su quei ricordi che mi cambiarono la vita, dandomi tante soddisfazioni!

Prima dei vent’anni, avevo si delle relazioni che poi sfociavano in scopate più o meno interessanti, ma il mio pensiero era sempre quello di scopare donne o ragazze impossibili; come la signora Guidoni, abitava al piano sopra il mio: sposata con un signore penso coetaneo di 45 anni circa, entrambi di bell’aspetto, molto eleganti, oggettivamente benestanti, 2 figli maschi poco meno che adolescenti.

Quando potevo la osservavo, scendere o salire dall’auto nascondendomi dietro le tende della mia camera; ma il massimo dell’attrazione era quando usciva dall’ascensore mentre io lo attendevo, lei usciva salutando con un bel sorriso cortese(non forzato) che ricambiavo.

Quando si apriva l’ascensore il primo impatto era quel suo profumo, che insieme al suo aspetto ti stordiva. Le davi chiaramente le precedenza per uscire, ed erano secondi di estasi pura, di eccitazione incontrollabile. Un saluto reciproco, passava, entravo e l’osservavo dallo specchio dell’ascensore, ancora per quei pochi secondi che mi concedeva la porta che si chiudeva lentamente.

Vestiva spesso in tailleur con gonna e tacco; le ammiravo quel culo magnifico attillato all’abito. Ma anche casual non era da meno!

Pensarla era una fissazione sin dal mattino quando sentivo rumori provenienti dal loro appartamento o guardando i panni stesi, in particolare perizoma e reggiseno; in più di un’occasione mi facevo delle seghe pensandola, riuscivo a percepire anche quel profumo intenso. Ero innamoratissimo! Cosi pazzo d’amore che mi passava per la testa di dirle ciò che provavo, figura di merda o meno, reazione del marito o meno se lei lo riferisse, reazione dei miei genitori se avessero saputo.

In quello stesso periodo mori mio nonno. Un giorno frugando tra le sue cose nel ripostiglio scopri una scatola, chiusa con nastro da imballaggio, la apri e dentro trovai un diario, foto di ragazze o donne di ogni età, un braccialetto con piccoli campanellini; apri il diario e c’era una lista di nomi di donne infinito, città sempre con nomi di donne; ogni nome indicava l’eta, una piccola nota(Esempio: porca, molto porca, timida, puzza, marito geloso, marito porco, madre bona, stupida, pompinara, vergine, solo culo, sorella, cugina,ecc..);

Sempre nel diario c’era scritto: suona leggermente le campane, guardala negli occhi e dici “in fondo siamo tutti fratelli”...chiedi e sarà fatto.

Ero incredulo, pensai “sarà qualche cazzata del nonno, con i suoi modi bizzarri di parlare, raccontare”, in effetti aveva quel modo di fare che dava l’impressione che raccontasse palle a raffica.

Ad ogni modo decisi di provare con mia sorella Giusy, aveva l’auto di cui era gelosissima, guai a chiederla in prestito, mi rispondeva:” tu sei folle, evita di chiedermela!”.

Un giorno entrai nella sua camera e:

Io: Giusy guarda cosa ho trovato tra le cose del nonno;

Giusy: Che carino...suonano le campanelle?

Io: Sisi.

Agitai leggermente il polso..le campanelline emisero un suono...dissi “in fondo siamo tutti fratelli” e la guardai negli occhi per qualche secondo...rimase come bloccata, non disse nulla di nulla.

Io: Emmm,Giusy, senti, pomeriggio mi serve la macchina;

Giusy: Va bene, io alle 4 vado in palestra, mi accompagni e la puoi tenere qualche ora.

Pensai....cazzo funziona, incredibileeee.

Io: Ok, grazie sorella;

Giusy: Va bene...va bene.

Continuò a sistemare delle cose nel cassetto, andai via.

Si fece l’orario andai in camera da Giusy e:

Io: Giusy io sono pronto, quando vuoi andiamo;

Giusy: Andiamo..dove andiamo?

Io: stamani mi hai detto che andavi in palestra e saremmo andati insieme e poi...

Giusy: Insieme..e poi... cosa? Ma stai bene?

Immagino che qualcosa era andato storto; ripeto quanto fatto la mattina...muovo il polso, suonano i campanellini, ripeto la frase magica guardandola negli occhi e:

Io: E poi mi presti la macchina per qualche ora;

Giusy: Sisi, non ci sono problemi.

Capisco che dopo qualche ora l’effetto svanisce e si deve ripetere per ottenere l’effetto desiderato.

Io: Nono grazie, vai pure in palestra , l’auto non mi serve più.

Giusy: Come vuoi.

Capisco pure che devo stare molto attento, rischio guai grossi se la persona si riprende dallo stato di trans.

Rileggo quel diario e noto nuovamente: sorella, cugina ecc..

Chiedo a mia madre se il nonno avesse una sorella, lei mi conferma di avere avuto una zia, ma purtroppo morta molto giovane a causa di una malattia. Quindi deduco che mio nonno ebbe rapporti sessuali con la sorella e la cugina. Che FIGATA pensai.

Era giunto il momento di provare con la signora Guidoni(Laura, nome notato sul citofono). L’idea un po mi spaventava, ma se fosse andata bene avrei coronato un sogno!

Sento aprire la porta di Guidoni e chiamare l’acensore; scendo a piedi fino al piano terra e attendo che arrivi. Aspetto che si apra la porta...la vedo...apre l’altra porta e:

Io: Buongiorno.

Laura: Buongiorno.

Muovo leggermente il polso, suonano i campanelli...lei si ferma e guarda per terra come se cercasse qualcosa:

Io: Signora non le è caduto niente...è il mio braccialetto(sorrido)....lei mi guarda e lo guarda(sorride)...rimuovo il polso, suonano le campanelle e dico la frase magica.

Io: Piacere Aldo;

Laura: Piacere Laura;

Io: Dove vai di bello?

Laura: A trovare mia cugina;

Io: Tuo marito, i bimbi?

Laura: Mio marito è partito per lavoro, i bambini dai suoceri;

Io: Prendiamo un caffè;

Laura: Ok, andiamo(si avvia verso l’uscita dell’androne);

Io: Meglio a casa da te;

Laura: Va bene;

Riprendiamo l’ascensore. Fortunatamente nessuno ha visto nulla.

Io: Chiama tua cugina, avvisala che ritardi.

Entriamo dentro casa, chiama la cugina e l’avverte che ritarderà.

Laura: Come lo gradisci il caffè, moka o cialda?

Io: Moka grazie.

Tiro un sospiro, sono spaventato da morire, ma Laura è bellissima, il suo profumo è rimasto sospeso nell’aria; l’osservo mentre prepara il caffè.

Io: Tutto bene Laura?

Laura: Sisi, benissimo.

Porta il caffè nel soggiorno.

Io: Grazie, siedi accanto a me;

Laura: Prego, spero ti piaccia(sorride).

Avevo il cuore in gola, avevo il timore che improvvisamente si svegliasse dallo stato di trans e allo steesso tempo mi rendevo conto che la donna che desideravo l’avevo accanto,nel suo splendore, eleganza e fascino. Sorseggiamo il caffè.

Io: Laura, posso chiederti una cosa?

Laura: Certo, dimmi;

Io: Abbracciami, dammi un bacio sulla guancia e poi leva i vestiti, rimani con l’intimo e le scarpe;

Laura: Ok.

Mi abbraccia e mi da un bacio in guancia. Avevo il cuore impazzito dalla felicità. Poi si alza ed inizia a svestirsi, rimane come le avevo detto. Aveva l’intimo in coordinato che spesso vedevo steso, era un miraggio; un seno perfetto, un culo magnifico, quei capelli lunghi e vaporosi che arrivavano oltre la spalla, le scarpe con il tacco e per finire quel viso bellissimo. Sembrava una modella da copertina. Inizio a eccitarmi.

Io: Ti posso toccare? Dove ti piacerebbe?

Laura: Dove vuoi.

Mi alzo, mi avvicino e le metto un palmo della mano sul culo che stringo e palpeggio, l’altra mano sul seno che massaggio e le do bacetti sul collo. Sposto la mano sul monte i venere, era morbido, le accarezzo la fica premendo leggermente con il dito medio. Il cazzo era duro, voleva uscire.

Io: Ti piace Laura, sei eccitata?

Laura: Siii.

Si lascia andare ad un sospiro di godimento, ansima. Sposto lo slip, entro il dito nella vagina e la trovo bagnata. Massaggio il clitoride e lo intervallo con il dito che entra sempre più in profondità; gode, ansima sempre più. Entro l’altra mano nel culo, le stringo le natiche con vigore, con il dito le massaggio l’ano. Ci baciamo con passione, lei in modo particolare gira la lingua con una certa velocità, è molto eccitata, lo avverto.

Io: Laura, sbottonami il pantalone, tira fuori il cazzo e masturbalo;

Laura: Va bene, siii.

Inizia con grazia, sbottona, tira giĂą la zip, entra due mani e tira giĂą pantaloni e boxer in unico colpo; prende in mano il cazzo, sempre con grazia lo scappella, poi inizia a masturbare molto lentamente.

Ormai i nostri corpi erano un tutt’uno, le mani occupate, le lingue aggrovigliate dal desiderio, eccitati. La sua vagina era ormai un lago di umori, il cazzo umido dal liquido che anticipa la sborrata e mentre mi masturbava si sentiva lo sciacquettio della sua mano che iniziava un rapido movimento.

Io: Sei fantastica Laura, mi fai godere, umm;

Laura: Anche tu non scherzi, siiii, godo.

Mentre la masturbavo, inizia ad allargare le gambe in modo che il dito vada sempre piĂą in profonditĂ , aggiungo un altro dito e masturbo con vigore.

Laura: Siiiii, vengo, piĂą forte, vengo.

Si contorce, ansima. Mi masturba più velocemente, mi bacia indemoniata. Sento che anch’io sto per sborrare.

Io: Laura, metti in bocca il cazzo.

Laura: Va bene.

Scende giĂą piegando entrambe le gambe. Vederla in quella posizione con le gambe allargate mi eccita ancora di piĂą. Fa in tempo a mettere il cazzo in bocca che vengo, le tengo la testa con due mani e spingo contro il cazzo. Do quattro spruzzate di sperma, godo come un pazzo, le spingo la testa e lei tenedosi con due mani cerca di attutire il mio vigore.

Quando ho finito di venire, esco il cazzo dalla bocca, un po di sborra le esce dalle estremità delle labbra, l’altro inevitabilmente ingoiato.

Io: Siii, brava, adesso leccalo bene.

Lecca la capella, poi scende giù fino ai coglioni, lo rimette in bocca, succhia. Mi guarda dal basso verso l’alto e dice:

Laura: Ummm, sei un porco(sorride);

Io: Sisi, abbastanza. Anche tu sei fantastica; lo sei sempre?

Laura: No, normalmente non con questa foga(sorride).

Capisco che con il marito fa un sesso da donna elegante, raffinata, controllata.

Io: Laura, adesso vai in bagno sistemati per bene, rivestiti e cosi vai da tua cugina.

Laura: Va bene.

La seguo, l’ammiro mentre fa una doccia veloce al solo corpo; ancora non riuscivo a credere di aver fatto sesso con la donna che desideravo di più in assoluto. Si sistema il trucco, si veste e prende la borsa per uscire, esce il telefono e trova una telefonata del marito. Cazzo penso!

Io: Laura, chiamalo, digli che stavi per uscire ma avevi mal di testa, hai preso una pillola e hai riposato a letto;

Laura: Va bene.

Lo chiama: “ Tesoro scusami.....si stavo per andare ma avevo una forte emicrania, ho preso una pillola e mi sono sdraiata.....sisi tutto bene, adesso sto per uscire....ok, a più tardi, ciao tesoro”.

Io: Bravissima. Senti, tra qualche giorno ti chiamo al telefono, se senti i campanelli(muovo il polso) ricorda che sono io.

Tento di capire se anche a distanza funziona solo facendo sentire i campanelli.

Laura: Va bene.

Ci avviamo alla porta d’ingresso e prima di uscire:

Io: Laura è stato un vero piacere conoscerti, grazie per il caffè;

Laura: Piacere anche mio.

Ci salutiamo con un bacio nelle guance.

Scendo subito a casa mia, vado in camera e dal balcone l’osservo mentre prende l’auto, la seguo fino a che scompare tra le vie.

Mi sdraio sul letto e fantastico su quanto mi fosse accaduto, ero felicissimo ma pensavo anche a quanto fosse pericoloso. Ero curioso di rivederla nell’androne e come si comportasse.

Cosa accaduta qualche giorno dopo. Escono dall’ascensore lei ed il marito. Avevo il cuore in gola dalla paura di chissà cosa potesse accadere; invece ci salutiamo con un normale buongiorno.

Dallo specchio dell’ascensore li osservo uscire dall’androne, tiro un sospiro di sollievo, inspiro quel profumo fantastico e dico a me stesso: “Fantastico, funziona a meraviglia”.

CONTINUA
 
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Pensavo ad una lista di donne che mi piacevano : l’amica di mia sorella, la signora del panificio, la signora Giacometti del V° piano, la Prof. di latino, la mamma di Teresa ex compagna di classe. Insomma la lista era lunga.

Decisi di provare con la signora Giacometti, o meglio vedova Giacometti, che abitava al V° piano. La conoscevo da almeno 10 anni, il marito era ancora in vita, oggi penso abbia un 65 anni; mi è sempre piaciuta, ho fantasticato sul corpo che si nascodeva sotto gli abiti e fatto qualche sega.

Adesso vive da sola, i figli vivono a Roma dove lavorano. Quando capita di prendere l’ascensore insieme mi chiede come va, se la mamma sta bene, mi tocca i capelli e dice”ti conosco da quando eri piccolo, sei cresciuto”.

Quel contatto fisico ed anche il suo profumo mi eccitano, il cazzo inizia a crescermi. Certi profumi di donna mi fanno questo effetto inebriante!

Un giorno arriviamo insieme, lei con l’auto, io a piedi; rallento il passo ed attendo che anche lei si avvicini al portone dell’androne; lo apro, le do la precedenza e ci salutiamo. E’ quasi l’ora di pranzo.

Io: Signora, come sta?

Mi risponde di star bene, ci guardiamo, muovo il polso, suonano i campanelli, frase magica e:

Io: Dammi la borsa della spesa, ti accompagno a casa.

Risponde “va bene”, prendiamo l’ascensore, chiedo il nome e risponde “Silvana”, si arriva al piano, entriamo in casa.

Faccio domande per capire se ci fossero pericoli:

Io: Silvana, i tuoi figli? Aspetti qualcuno? Che impegni hai pomeriggio?;

Silvana: I figli sono a Roma, non aspetto nessuno, pomeriggio alle 5 dovrei andare in palestra.

Penso che tutto fila liscio.

Io: Silvana, mettiti comoda, togli i vestiti;

Silvana: Va bene.

Si sfila la gonna, sbottona la camicetta. Rimane con le scarpe, reggiseno e slip. Ha un corpo ancora tonico, una terza di seno, un culo leggermente pronunciato, il monte di venere si nota dallo slip, lateralmente si nota una peluria che mi eccita.

Io: Complimenti, sei una bella donna;

Silvana: Grazie.

Ha un bel sorriso. Mi avvicino al collo per sentire il profumo, mi piace, mi eccito. Mi siedo sul divano e la invito a sedersi in quello di fronte, ma prima deve togliere l’intimo.

Esegue e noto quel corpo nudo; aveva la figa pelosa, i capezzoli piccoli, i fianchi pronunciati come piacciono a me. Il cazzo si gonfia sempre piĂą.

Io: Allarga le gambe tesoro.

Silvana: Va bene.

Si intravedono le labbra della fica, sento che inizio a bagnarmi il boxer.

Io: Ti piace fare l’amore? Sei passionale quando lo fai? Con tuo marito cosa fate?

Silvana: Sisi, mi piace molto. Mio marito è morto, prima che si ammalasse facevamo sesso quasi ogni giorno, aveva un bel cazzone, lungo e grosso.

Cazzo penso, i miei 19 cm le basteranno?

Io: Quanto era lungo?

Silvana: 25 cm.

Minchia, la sventrava pensai.

Io: Raccontami, cosa ti piaceva fare?

Silvana: A lui piaceva un preliminare, mi metteva a smorzacandela sul suo viso e mi leccava la fica, entrava la lingua nella vagina, succhiava, mordicchiava le labbra.

Io: Ummm, bello, ti piaceva?

Silvana: Si molto;

Io: E poi?

Silvana: Con le manone mi palpava i seni e giocava con i capezzoli. Dopo dieci minuti circa circa mi spostava nella stessa posizione e mi diceva di mettermi il cazzo dentro; lo entravo e iniziava pian piano a scoparmi, mi ciucciava i capezzoli, aumentava il ritmo, mi stringeva i fianchi con le manone.

Io: Ummmm, fantastico, godevi?

Silvana: Sisi, quando iniziava a darmi colpi poderosi e veloci, venivo ripetutamente.

Mi alzo, vado verso di lei e le tocco la fica - aveva ancora le gambe aperte – le infilo un po il dito medio nella vagina, era bagnata. Solo il pensiero la eccitava. Che porca pensai.

Io: Continua;

Silvana: Quando cambiava posizione, mi metteva il cazzo davanti al viso, mettevo in bocca solo la cappella, leccavo e succhiavo.

Io: Solo la cappella?

Silvana: Si, era troppo grosso, di piĂą non potevo. Dopo poco, mi girava e mi scopava a pecorina. Sempre colpi poderosi e veloci tenendomi forte per i fianchi.

Io: Ti sfondava ehhh?

Silvana: Sisi, sentivo il cazzo fino alla gola. Chiedevo di rallentare i colpi ma non riusciva talmente era eccitato.

Mentre racconta, sento esplodermi il cazzo, lo libero.

Io: Silvana mi sono eccitato, ti piace vedermi il cazzo, ti eccita?

Silvana: Si.

Io: Il culo?

Silvana: Nooo, impossibile, era troppo grosso, avevo paura mi facesse male.

Wow pensai, chissĂ  che io riesco a scoparmelo.

Io: Ummm, sono troppo eccitato; Silvana io sono un porco, un po rude.

Mi alzo nuovamente, provo nuovamente con il dito, era fradicia. Le metto il cazzo vicino le labbra e spingo per entrarlo in bocca.

Io: Dai, fammi un bel pompino, il mio è un cazzo normale;

Silvana: Va bene.

Lo afferra con una mano, lo scappella e lo entra in bocca. Lo slingua, masturba leggermente, lo entra sempre piĂą.

Sono eccitatissimo, godo. Le entro tutte le dita nei morbidi capelli, le afferro la testa e la spingo contro il cazzo. Fa suoni come si strozzasse, conati di vomito.

Io: Dai succhialo bene;

Silvana: Sii, ma fai piano, mi strozzi.

Io: Scusa ma ti avevo detto che sono porco e rude.

Mi libero la mano destra, mi spompina, le entro un dito in fica e inizio a masturbarla con un ritmo veloce, poi entro il secondo dito e il ritmo aumenta. Stavo per venire; vederla con quella gambe aperte mentre la masturbavo da vero porco e lei che mi spompinava. Mentre respirava:

Silvana: Siiiii, mi piace, godooo;

Io: Anch’io Silvana, ti voglio porca come me;

Silvana: Siii, continua.

Mi fermo, la faccio mettere sulle ginocchia sul divano, a pecorina; le entro la cappella in fica, le prendo i fianchi che stringo con vigore e lo entro tutto con un colpo secco:

Silvana: Ahhhh, cosi mi sfondi, ahhh.

Inizio a scoparla con ferocia, ogni colpo il cazzo le entra tutto, un suono continuo del mio corpo che sbatteva nel culo.

Silvana: Siiii, mi stai distruggendo la fica, sei un porco(urla), dai continua cosi, sfondami.

Rallento il ritmo per evitare di venire, esco il cazzo e le do frustate nel culo. La giro e le metto il cazzo in bocca, che scopo con vigore. Conati di vomito ma insisto nel spingerlo in gola; esco il cazzo e le do colpi sul viso, sulle guance. La rimetto a pecorina, lo entro in fica con un colpo secco(ha un sussulto):

Silvana: Porco, sei un porco!

Mentre la scopo le entro il dito nel culo, non si oppone. Ormai fica e culo era fradici dai rispettivi umori. Era venuta penso un due volte. Il dito entro con facilitĂ  e posiziono la cappella nel buco, non si oppone, spingo ed entra la cappella:

Silvana: Haia, fai piano.

Lo spingo sempre piĂą, lei ruota il bacino per fargli largo, con le mani si allarga le natiche. Entra tutto, inizio a scoparlo con un ritmo crescente:

Silvana: Siii, mi piace, dai spingi piĂą forte.

Inizio a scoparla con vigore, le mie mani che stringono i fianchi. Lei gode, urla di piacere, ansima come una porca:

Io: Ti piace essere inculata porcona?

Silvana: Siii, sto per venire, dai porco, scopami forte;

Io: Siii, sto per arrivare, godo.

Lo esco dal culo e lo entro in fica; la scopo con violenza, colpo su colpo fino a quando vengo. Tre spruzzate di sperma vigorose:

Silvana: Ahhh, siamo venuti insieme, che bello, siiii.

Si contorceva, si sbatteva il culo nel cazzo. Cosi fino a calmarci, ci sdraiamo sul divano esausti, lei sopra di me. Ci baciamo, le lingue si accarezzavano con calma.

Io: Ti è piaciuto Silvana?

Silvana: Molto, moltissimo, ne avevo bisogno; è dalla morte di mio marito che non facevo sesso.

Io: Adesso lo faremo spesso.

Silvana: Sono contenta ummm;

Io: Vai in doccia, sistemati tesoro.

Faccio in modo che si ricomponga come appena entrata in casa. Metto la spesa sul tavolo della cucina, esco qualcosa dalla busta.

Io: Vieni Silvana, sto sistemando la spesa, continua tu; io adesso vado, ci vedremo presto, ciao(bacio);

Silvana: Ciao porco, a presto(bacio).

Appena sono sul pianerottolo mi rendo conto che sono le 3, è tardissmo.

Appena entro in casa mia madre mi urla” Aldoooo a quest’ora si rientra? Potevi avvisare che non venivi a pranzo, mi stavo preoccupando”; Si mamma, scusami. Vedo mia sorella, la saluto e lei ricambia con”sei uno stronzo!”.

Mi lavo le mani e mi siedo a mangiare, avevo una fame da lupo. Quella scopata e sborrata mi avevano prosciugato le energie, ma ero soddisfatto!

Pensavo: “ chissà se anche con Laura ci sarà una scopata da porci?”

CONTINUA
 
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Ero incazzato con mia sorella Giusy, non capivo perchè mi trattava male; volevo punirla.

Una mattina eravamo soli in casa, entro nella sua camera, stava studiando:

Io: Ciao Giusy;

Giusy: Ciao, che vuoi?

Io: Mi spieghi perchè sarei stronzo?

Giusy: L’altro giorno hai fatto preoccupare mamma, ti sembra modo di rientrare alle 3 del pomeriggio senza avvisare? Poi non fai un cazzo dalla mattina alla sera, ti sei diplomato già da mesi e non cerchi lavoro, non continui a studiare, ma che intenzioni hai?

Io: Ehh, si, in effetti hai ragione.

Mentre parlavo inizia a muovere il polso, suonarono i campanellini, frase magica e:

Io: Senti, ma tu hai un ragazzo?

Giusy: Non proprio un ragazzo, inteso fidanzati, frequento un collega di studio all’università:

Io: Ha, mi vedete poco, stai sempre a casa a studiare o vai in palestra, quindi?

Giusy: Capita che non vado in palestra e ci vediamo in un suo appartamento libero;

Io: Ahh, quindi ci vai a scopare?

Giusy: Anche a scopare;

Io: E ti piace scopare? Lui com’è romantico o porcone?

Giusy: Lui si comporta da romantico ma poi prendo il sopravvento, sono io la porcona;

Io: Veramente??

Giusy: Sisi, mi piace il cazzo;

Io: Quando è previsto che vi vedrete? Dove?

Giusy: Dopodomani alle 3:30 circa, vicino la stazione;

Io: Ok, continua a studiare.

Giusy: Ok.

Azz pensai, a mia sorella piace il cazzo e si definisce una porcona. Devo assolutamente pianificare come essere presente mentre scopavano.

Arrivato quel giorno, osservo mentre mia sorella si prepara e quando intuisco che sia pronta per uscire mi precipito in camera, non perdo tempo nel far suonare i campanellini, dire la frase magica e:

Io: Dai usciamo, salutiamo mamma;

Giusy: Ok; “ Ciao mamma, io e Aldo stiamo uscendo, vado in palestra”;

Mamma: Va bene, state attenti, a dopo;

Io: Ciao ma.

Saliamo in macchina, osservo mia sorella, sento il profumo,”cazzo che buono”;

Io: Senti quando arrivi all’appartamento parcheggia, poi chiama, a proposito come si chiama il tuo amico;

Giusy: Marco;

Io: Poi chiama Marco e digli che sei arrivata e di scendere;

Giusy: Ok.

Arriviamo, riesce a parcheggiare poco distante dal portone, lo chiama e le dico di aspettare. Esco dall’auto vado verso il portone, fingo di guardare il citofono; esce Marco e le dico “ scusami, sto cercando(mi fermo), muovo il polso,i campanellini suonano, frase magica e:

Io: Scusami, aspetta qui;

Marco: Ok.

Vado in auto e dico a Giusy di scendere e andare da Marco. Si salutano e:

Io: Dai saliamo su.

Entriamo in casa, una bella casa:

Io: Andiamo in camera da letto.

Mi siedo su un divanetto.

Io: Dai, iniziate a fare sesso. Iniziano a baciarsi, lui la bacia sul collo, anche lei ricambia, lui le palpa i seni, continuano a baciarsi, lei gli tocca il pacco.

Giusy: Dai spogliamoci, ummm;

Marco: Siii

Si spogliano continuando a baciarsi, toccarsi.

Vedo mia sorella nuda e penso che è una gran bonazza, magra ma con un bel culo e una quarta di seni.

Lui lecca i capezzoli, lei bacia il collo, si baciano, lei scende giĂą la mano e impugna il cazzo, inizia a segarlo. Nel mentre si sistemano a letto. Inizio a eccitarmi.

Lei inizia a dargli bacetti dal collo a scendere, arriva al petto, poi alla pancia; nel mentre continua a masturbarlo molto lentamente, arriva con la bocca al cazzo e lo mette dentro.

Marco: Ohh, siii, ummm;

Giusy: Ti piace tesoro?

Marco: Siii, moltissimo.

Inizia a spompinarlo con una certa foga, ingoia il cazzo, poi lo esce dalla bocca e lo lecca per la lunghezza, arrivai ai coglioni, li lecca, ne mette uno in bocca.

Io ho il cazzo che vuole uscire, ero eccitatissimo nel vedere mia sorella cosi porca.

Lei mentre lo spompina gode, ansima.

D’un tratto lei cambia posizione, gira il corpo e gli mette la fica in bocca, nel mentre continua il favoloso pompino; lui lecca la fica, allarga le natiche, affonda la lingua nella vagina. Erano molto eccitati, entrambi si contorcevano, godevano, ansimavano.

Giusy: Siii, continua, bravo, quanto godo, sto venendo, ummm.

Stavo scoppiando, mi esco il cazzo e inizio a segarlo lentamente.

Lei cambia nuovamente posizione, si posiziona a smorzacandela, prende il cazzo e lo punta all’ingresso della vagina. Lo spinge dentro, ha un sussuto di piacere, inizia a cavalcarlo. Si baciano, lui le prende le natiche con entrambe le mani, asseconda il movimento di lei, poi è lui che comanda e inizia a scoparla in modo vigoroso.

La scena che ho di fronte è il culo di mia sorella mentre lui da sotto la scopa, vedo quel cazzo che entra e esce. Sono eccitato, mi masturbo sempre lentamente.

Giusy: Che bello, dai piĂą forte, sfondami;

Marco: Siii, sei meravigliosa.

Sempre lei cambia posizione, si mette ai bordi del letto a pecorina, dai scopami forte!

Inizia a scoparla con un ritmo veloce, le palpa i seni,(godono).

Io continuo a masturbarmi lentamente, avevo il cazzo duro come una pietra. Ad un tratto mia sorella gira il volto verso di me, osservo l’espressione di godimento, mi dice”vieni qui, dammi quel cazzo”. Rimango stupito, non so come comportarmi, ma sono eccitato.

Lei insiste”vieni qui”. Mi convince, mi alzo e mi avvicino. Mi prende i coglioni con la mano, li massaggia, poi afferra il cazzo e masturbandolo lo mette in bocca.

Marco continua a scoparla con vigore, mi spompina, la testa si muove velocemente. Le afferro la testa con due mani e la spingo contro il cazzo, lo ingoia quasi del tutto(si strozza). Non resisto, devo venire.

Io: Ummm, devo venire, godooo;

Giusy: Vieni, vieni, ummm, anch’io sto arrivando;

Marco: Siii, anch’io.

Marco aumenta il ritmo, le da colpi di cazzo come un pazzo, io le muovo la testa spingendola contro il cazzo.

Io: Vengoo, ahhh, siiii.

Le tengo la testa ferma ed il cazzo in gola, 3 spruzzate vigorose. Fa come per tossire, coniti di vomito, ma gode, sta venendo anche lei.

Giusy: Ummm(cerca di respirare);

Marco: Siiiii, vengo, ohh siii.

A ogni spruzzata le affonda colpi di cazzo; lei sussulta ad ogni colpo.

Giusy: Sii, dai cosi, forte, dai!

Appena finito, loro si accasciano sul letto. Io mi risiedo sul divano. Siamo sfiniti dalla goduria.

Io: Ragazzi, vi è piaciuto? A te Giusy?

Giusy: Siii tantissimo, due cazzi solo per me, ummm che bello;

Marco: Siete fantastici!

Io: Adesso dormite un po, riposate.

Aspetto qualche minuto, guardo e ammiro mia sorella, non pensavo fosse cosi porca! Dormono.

Vado via, rientro a casa, pensavo di non aver fatto un torto eccessivo a mia sorella; che poi fu lei a chiamarmi volendo il cazzo.

Intorno alle 6, sento aprire la porta, era Giusy, saluta tutti. Entra in cucina, stavo mangiando fette di pane con marmellata all’arancia.

Giusy: Miiiii, quante volte ti ho detto che quella marmellata mi piace molto?

Io: Cavolo, scusami, avevo dimenticato, la poso subito;

Giusy: Sei stronzo, se non fossi rientrata l’avresti finita!

Io: ahahahah, hai ragione.

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E’ passata qualche settimana dall’aver scoperto quelle campanelline miracolose, la frase magica, l’aver possibilità di fare sesso con chiunque si abbia voglia. Benissimo, al momento ho conosciuto Laura, poi Silvana, piccola esperienza con mia sorella.

In futuro ci saranno altre donne, ragazze, esperienze sessuali trasgressive o inaspettate - esempio mia sorella Giusy - , ma sono certo che Laura è e sarà la donna più bella che io abbia avuto modo di conoscere sessualmente, mi azzardo pensare: di amarla!

Devo trovare l’occasione giusta per passare alcune ore in tranquillità, sensa ansia e paura.

La fortuna sembra bussare; sabato mattina, alle 8 circa, rientro dalla corsetta mattutina, attendo l’acensore, arriva ed esce il marito di Laura, con i bambini ed una valigia. Ci scambiamo i saluti, sento i bambini “ papà quanto stai fuori?”, lui “ rientro sabato prossimo amore”, continua ” dai, andiamo veloci, vi accompagno a scuola”.

Penso “ bingo, una settimana, sarà sola una settimana, siii, e vai”. Arrivo a casa, vado subito a fare una doccia, poi colazione, penso di salire da Laura.

Mentre sono in camera pensando alla donna che desidero e amo, sento il cancello automatico che si apre, è lei che esce: dico a me stesso “ cazzo è uscita, devo aspettare che rientra”.

Mamma: Aldo fai il favore se esci vai in farmacia a prendermi dei farmaci;

Io: Va bene mamma, tra non molto esco. Ti servono subito?;

Mamma: Eh si, una pillola la devo prendere la mattina;

Io: Va bene, vado e torno;

Giusy: Aldo, dato che vai in farmacia, prendimi queste(mi da lo scatolo vuoto ed i soldi);

Io: Va bene, oggi non sono stronzo ehhh?

Giusy: Ma smettila, non ti lamentare quando fai il minimo!

Io: Qualche giorno ti sculaccio(rido);

Giusy: Sisi, vai adesso(sorride).

Vado in farmacia, entro e vedo al banco la dottoressa che mi fa sangue, una bonazza che scoperei li subito, con tutto il camice e quegli occhiali da porca.

Le consegno la lista dei farmaci di mia madre, ritorna, mi chiede come sta la mamma, rispondo bene, mi dice che non pago nulla in quanto tutto in esenzione. Poi le do lo scatolo di Giusy, mi chiede “ questa per chi sono?”, rispondo “perche?” lei “ Sono anticoncezionali”; divento rosso e rispondo l’unica cosa che mi passa per la testa “ sono per la mia ragazza”, lei “ ah, bene, bravi”.

Prendo la palla al balzo, la farmacia era vuota; muovo il polso, campanellini suonano, frase magica e:

Io: Come ti chiami di nome? Quando hai il giorno libero? Dove abiti? Sei sposata?;

Dottoressa: Mi chiamo Tiziana, sono libera la domenica, abito in via monterosso 48 e sono divorziata;

Io: Va bene, grazie, buon lavoro, buongiorno;

Tiziana: Buongiorno.

Esco dalla farmacia e penso ” che culo, è divorziata, la domenica è libera”.

Rientro a casa, porto i farmaci a mia madre e vado in camera da mia sorella:

Io: Ma che cazzo, mi potevi dire che erano anticoncezionali, ho fatto una figura di merda, mi ha chiesto per chi fossero!

Giusy: Ahahahaha, ma figurati, ma quale figura di merda. Cosa hai risposto?

Io: Che erano per la mia ragazza:

Giusy: Ahahahaha, hai fatto il figo, ahahahaha;

Io: Stronza!

Vado in camera, controllo che Laura sia rientrata ma niente. Continuo a leggere un libro, quando mia madre: “ragazzi io esco, vado a fare due visite, ci vediamo all’ora di pranzo”.

Ero incazzato, ancora Laura non rientrava, penso a quella stronza di mia sorella e decido di punirla.

Entro in camera sua, non perdo tempo, campanelline, frase magica.

Io: Prendi le pillole perchè ti piace che Marco ti sborra dentro la fica?

Giusy: Si, mi piace il rapporto completo e poi mi scopo anche il Prof di diritto, meglio essere prudente;

Io: Ha, pure il Prof, e quanti anni ha?

Giusy: 58, scopa benissimo;

Io: E dove scopate porca?

Giusy: Dentro il suo ufficio, quando le lezioni sono finite e nella pausa pranzo;

Io: Gli hai dato anche il culo?

Giusy: Certamente, mi piace essere inculata.

Mentre sento quelle risposte da porca mi eccito, le palpo il seno, le tocco la fica, la bacio sul collo, le metto la lingua dentro la bocca, lei ricambia e fa un leggero gemito.

Io: Spogliati e siedi sulla scrivania;

Giusy: Va bene, ummmm.

Porto lo slip al naso, mi rendo conto che era pulito e profumava, mi chino, guardo quella ficona depilata, le allargo le labbra e inizio a leccarla, do colpi di lingua sul clitoride che succhio. Lei mette entrambe la mani sulla testa, afferra i capelli e spinge sulla fica. Gode, si contrae, si contorce. Entro la lingua nella vagina, cerco di andare in profonditĂ .

Giusy: Siiiii,sto venendo, ahhhh che bello.

Metto due dita nella vagina, la masturbo con vigore, lei viene, mi stringe la mano che la masturba, mi bacia con passione, la lingua era impazzita. Mi mette la mano sul seno, gode. Esco dalla vagina ed entro il dito medio nel culo che muovo con vigore

Io: Ti piace porcona?

Giusy: Siiii, tanto, continua.

Avevo il cazzo di marmo, avrei voluto scoparla ma non lo ritenevo corretto.

Io: Siedi sul letto, tieni le gambe larghe e masturbati da sola;

Giusy: Siiii

Le appoggio il cazzo sulle labbra, apre la bocca e inizia un pompino slinguando la cappella, lo manda giù quasi per intero, continua a slinguare, leccarlo e leccare i coglioni. L’osservo mentre si masturba con quelle gambe larghe, mi eccito, lei gode e ansima, con una mano gioca con i suoi capezzoli. Le prendo la testa e inizio a scoparle la bocca, le spingo il cazzo fino alla gola, lo esco, prende fiato e spingo nuovamente, si strozza, coniti di vomito ma continuavo, ero troppo eccitato.

Io: Porca lo vuoi il cazzo nel culo?

Giusy: Siii, dai, spaccami il culo.

Cambia posizione, si mette a pecorina sul bordo del letto, gambe larghe e con entrambe la mani si allarga le natiche.

Le entro prima il dito, poi punto il cazzo, entro la cappella facilmente, continuo a entrarlo, noto che entra facilmente e do un colpo secco. Emette un leggero suono di dolore ma allo stesso momento ansima di piacere.

Giusy: Dai, piĂą forte, rompimi il culo, siiii.

Queste frasi da porca mi eccitano, le prendo i fianchi e inizio a scopare il culo con foga, le entra tutto fino ai coglioni. Una mano la porto ai seni, le pizzico i capezzoli, l’altra mano la porto al viso ed entro il dito medio in bocca, lo succhia.

Giusy: Ahhh, sto per venire, siiii, sfondami.

Ormai anch’io stavo per arrivare, le allargo le natiche, guardo mentre il cazzo la sfondava e vengo con poderose spruzzate.

Io: Siiii, quanto godo, porca, sei porca.

Do colpi secchi e violenti, lei sussulta e gode, mi stringe le gambe con le mani, mi graffia.

Abbiamo finito, eravamo esausti, era passata un ora abbondante. Ci baciamo.

Giusy: Sei bravo, mi piace come scopi, sei un porco, come piace a me!

Io: Grazie, almeno in questo! Dai, vai in bagno, sistemati.

La seguo, osservo e ammiro; penso “ è stronza ma bona e porcona”.

Io: Mettiti a letto, continua a studiare;

Giusy: Ok.

Aspetto qualche minuto, accendo la radio, musica in sottofondo, esco dalla camera.

Vado in camera mia, guardo se Laura fosse rientrata, ancora niente. Rientra mia madre, pranziamo, leggo, ascolto musica, mangiucchio, chiacchiero con mia madre. Era ormai l’ora di cena, sento il cancello, vedo entrare l’auto di Laura, poi lei con i figli che si avviano verso l’androne.

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Ero felice, la donna dei miei sogni era rientrata e sarebbe stata sola tutta la settimana. Aspetto il momento giusto per salire a casa sua, ma anche l’orario affinchè i figli sarebbero anati a dormire.

Vado da mia madre e l’avviso che sarei uscito per andare dal mio amico Stefano e che sarei rimasto a dormire fuori. Mi preparo con calma, faccio la doccia, già al solo pensiero di vedere Laura in intimo e sentire quel suo profumo mi eccito, il cazzo diventa di marmo.

Mentre ero in camera ad aspettare sento il cancello, entra una smart bianca, scende dall’auto una ragazza che non vedo distintamente, ormai era buio, sento i tacchi e la sagoma che si dirige verso l’androne, poi un “sono io”, qualcuno avrà risposto al citofono.

L’ascensore scende e risale, apro la porta d’ingresso per capire dove si ferma, ed è proprio al piano di Laura. “Laura sono io”, “ si, entra cugina” e sento chiudere la porta.

Penso “ cazzo c’è sua cugina, e adesso?”,rifletto e dico a me stesso”ma si, ci provo lo stesso”. Erano le 10:30 circa, sento la voce di Laura nel balcone, stava stendendo i panni, dice “su bambini a letto, Sabina accompagnali per favore”; ho riflettuto pochi secondi e mi affaccio “ signora buonasera, scusi per il disturbo ma qui da me scende acqua”, lei perplessa “ buonasera, aspetti che controllo “, dopo pochi secondi “ non vedo nessuna perdita”, io: “posso salire a dare un’occhiata?”, lei:”va bene”.

Bingo pensai. “Mamma esco, buonanotte”.

Salgo dalle scale, mi fa entrare, andiamo in balcone e muovo il polso, campanellini, frase magica.

Ammiro quella bellezza, le accarezzo il viso, mi avvicino al collo, inspiro quel fantastico profumo.

Io: Ciao Laura, chi c’è in casa e perchè?

Laura: Ciao, mia cugina Sabina, si ferma a dormire per farmi compagnia.

Sento sua cugina chiamarla dal soggiorno.

Io: Laura aspetta qua.

Entro, vado verso la cugina e dico “ ciao, scusate ma c’è una perdita d’acqua dal balcone e scende al piano di sotto”, prima che lei rispondesse qualcosa agito il polso, campanellini e frase magica.

Io: Piacere Aldo;

Lei: Piacere Sabina.

Vado in balcone e dico a Laura di entrare.

Io: Laura devi sentire qualcuno al telefono? E tu Sabina?

Laura: No, giĂ  fatto;

Sabina: Anch’io.

In effetti ormai erano le 11 abbondanti. Mi rilasso pensando non ci fosse alcun pericolo, mi siedo sul divano.

Io: Laura per favore mi fai un caffè?

Laura: Certo, cialda o moka(aveva dimenticato di avermi giĂ  fatto la stessa domanda);

Io: Moka grazie.

Finalmente posso osservare Sabina. Anche lei una bellissima ragazza, raffinata, una mora con gli occhi verdi. Arriva Laura “aspettiamo che esce il caffè”.

Io: Laura e Sabina, toglietevi gli indumenti, lasciate l’intimo e le scarpe.

Laura sempre con l’intimo in coordinato, questa volta con perizoma; Sabina senza reggiseno, con culotte brasiliana. Entrambe con tacco.

Mi alzo, le giro attorno, entrambe avevano un culo fantastico, appoggio il seno di Sabina nel palmo della mano, mi avvicino al collo per sentire il profumo, anche lei buonissimo. Il cazzo inizia a muoversi dentro il box. Vado da Laura, le palpo una natica, la bacio sul collo, mi fermo e slinguo come a farle un succhiotto. La libero dal reggiseno, li palpo entrambi.

Bacio e succhio il capezzolo di Laura e poi di Sabina, entrambe sussurrano un gemito di piacere. Mi risiedo sul divano.

Io: Sabina hai il ragazzo?

Sabina: Al momento no, l’ho lasciato da qualche mese;

Io: Perchè, qualche problema?

Sabina: Mi piace un mio collega;

Io: Ci hai giĂ  scopato?

Sabina: Sisi.

Io: Ragazze spogliatevi, baciatevi, toccatevi, leccatevi.

Iniziano ad accarezzarsi i seni, si baciano con la lingua, si leccano i capezzoli, si baciano sul collo; entrambe emettono gemiti di piacere.

Io: Sabina mettiti sdraiata sul divano e allarga bene le gambe; Laura leccale la fica.

Uno spettacolo vedere quelle bellezze in posizione, la fica depilata di sabina e la lingua di Laura che la leccava dal basso verso l’alto, con due dita le allargava le labbra e leccava il clitoride, con l’altra mano le spingeva un dito nella vagina. Godevano, si lamentavano dal piacere. Il cazzo era di marmo, ormai umido.

Laura metteva il dito umido degli umori di Sabina in bocca e lo succhiava stringendolo con le labbra e poi iniziava nuovamente.

Decido che è arrivato il mio momento, il cazzo ormai voleva uscire. Mi spoglio, vado da Sabina e le metto il cazzo in bocca, era eccitata, slingua la cappella, la succhia stringendola con le labbra, gode.

Sabina: Siii, fantastico, ummm.

Ingoia il cazzo il piĂą possibile, lo esce e lecca i coglioni, uno lo mette in bocca e lo slingua.

Io: Ummm, brava, cosi;

Laura: Ummm, godo.

Mi sposto da Laura, mi afferra il cazzo e lo mette in bocca. Era eccitatissima, inizia a spompinarlo ingoiandolo e muovendo la testa con vigore, lo esce, lo lecca e lo masturba.

Cambio e mi posiziono dietro Laura, le allargo le natiche e lecco il buco del culo e la fica, riesco a entrare la lingua nella vagina.

Laura godeva e masturbava energicamente Sabina con due dita.

Io: Cambiate posizione.

Laura sdraiata, Sabina inizia con darle un bacio con la lingua e poi scende giĂą, lecca la fica, succhia il clitoride, mette un dito in vagina, poi la lingua.

Godono tantissimo.

Laura: Siii, vengoooo.

Prende la testa di Sabina e la spinge con forza nella fica, si contorce il corpo. Io mi posiziono dietro Sabina e inizio a leccare il buco del culo e la fica.

Sabina: Bravo, continua, ummm.

Mi sposto per pochi secondi, vado prima da Laura e le metto il cazzo in bocca, mi spompina con vigore, lo esco e vado da Sabina,le metto il cazzo in bocca, mi spompina, le prendo la testa e la spingo contro il cazzo per farlo ingoiare il piĂą possibile,fa un cenno di strozzamento e conito di vomito.

Ritorno dietro Sabina, le avvicino la cappella alla vagina e lo entro con forza, nessuno sforzo, era bagnatissima. Fa un sussulto. Inizio a scoparla con un ritmo veloce, le allargo le natiche per fare entrare il cazzo sempre piĂą in profondita.

Sabina: Ahhh, siiii, vengoooo, dai piĂą forte, spingiii, siiii.

Faccio cambiare posizione e le metto entrambe a pecorina sul divano, una di fianco all’altra. Punto la vagina di Laura e do un colpo secco. Lei da un leggero urlo. Inizio a scoparla velocemente, le prendo i capelli, si inarca la schiena, stringe la mano di Sabina, gode, ansima.

Laura: Siiii, mi stai sfondando, piĂą forte, ummm; mi sposto da Sabina, le prendo i capelli e inizio a scoparla sempre con forza, anche lei si lascia andare a qualche urlo di piacere. Con due dita masturbo Laura. Mentre godono si baciano, si leccano.

Sento che sto per venire, le faccio inginocchiare con il viso davanti al cazzo.

Io: Siiii, vengooo.

Un primo spruzzo dentro la bocca di Laura, il secondo dentro la bocca di Sabina e poi strofino ad entrambe il cazzo in faccia. Si intervallano a spompinarlo. Entrambe godono lamentandosi, sono ancora eccitate. Si toccano, si baciano; ad un certo momento tutti esausti ci sediamo sul divano.

Io: Laura, amore, ti è piaciuto?

Laura: Siii, sono venuta un casino di volte, cosi mi fai impazzire!

Io: Sabina a te?

Sabina: Siii, anch’io ho goduto come una pazza. E’ la prima esperienza a tre!

Laura: Anche per me, ummm.

Io: Ragazze, sono le 2:30, andate in bagno, sistematevi e poi dormiamo un po.

Ci siamo dati una rinfrescata e messi nel letto matrimoniale. Io abbracciando Laura e tenendo un seno sul palmo della mano, dietro di me Sabina, con il viso sulla spalla e tenendo il cazzo in mano. Dormiamo.

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Apro gli occhi, controllo l’ora, sono le 5 del mattino. In pochi secondi realizzo che certamente lo stato di trans sarà svanito, sudo freddo, se qualcuno si sveglia sono fottuto.

Mi alzo pianissimo, prego, vado in soggiorno, mi vesto e apro la porta d’ingresso lasciandola socchiusa(pronto a dire di averla trovata aperta); sistemo tutto, lavo la caffettiera e la tazzina, ultima cosa sistemo la lingerie delle ragazze nella sedia vicino il letto e le scarpe.

Osservo Laura che dorme, nuda è stupenda, per pochi secondi torno a poche ore prima quando la scopavo a pecorina tenendole i capelli. Penso sia meglio di uscire al volo, ho rischiato e rischio grosso!

Ricordo che è domenica, la farmacista è libera. Scendo a casa, entro pianissimo, vedo la porta di mia sorella socchiusa, guardo, dorme senza reggiseno e in perizoma. Penso ”è stronza ma bona e porcona, per come è messa le scoperei il culo”. Chiudo la porta e vado a riposare in camera mia, mi appoggio nel letto vestito.

Mi sveglio, sono quasi le 8, non sento rumori, dormono tutti. Mi cambio, metto la tuta da jogging ed esco, vado verso via monterosso dove abita la farmacista Tiziana. Alle 8:45 arrivo al civico 48, è una villetta a schiera.

Vedo un bambino sul balcone del primo piano, sembra che aspetti qualcuno; in effetti dopo qualche minuto si ferma un auto, un signore lo saluta, lui rientra e dopo pochi secondi escono in strada il bambino ed una ragazzina, salgono in auto e salutano la dottoressa(mamma) che si trova in balcone.

Penso “ wow è sola, ci provo?”, aspetto altri 20 minuti, chissà arrivi qualche sorpresa.

Miracolo, lei esce in giardino e annaffia i fiori, mi butto, la strada è deserta. Devo essere rapido. “ buongiorno signora, mi scusi, abita in queste villette il signor Brambrilla?”, lei si avvicina guardandomi e via con il polso, i campanellini suonano, frase magica.

Io: Ciao Tiziana, come stai?

Tiziana: Bene grazie, tu?

Io: Bene, grazie. Aspetti qualcuno? Hai impegni oggi?

Tiziana: Nono, oggi relax assoluto;

Io: I figli a che ora rientrano?

Tiziana: Stasera dopo cena.

Io: Prendiamo il caffè a casa da te?

Tiziana: Va bene.

Entro, una casa bellissima; anche lei bellissima, con leggins e canotta, entrambi ben attillati ad un culo pronunciato ed i seni di una terza abbondante. Capelli legati, struccata e con gli occhiali da porca. Rimango sorpreso della bellezza pur se struccata, anzi, meno porca ma affascinante, elegante.

Io: Come mai oggi sola soletta tutto il giorno?

Tiziana: La domenica preferisco cosi, relax solo per me, ovviamente quando i miei figli sono con il padre;

Io: Capisco, fai bene. Scusa se chiedo, quanti anni hai?

Tiziana: 42, e tu?

Nascondo l’età effettiva.

Io: 32;

Tiziana: Caspita, sembri molto piĂą giovane;

Io: Sisi, faccio molto sport. Comunque la tua età è la più bella per le donne, sopratutto sessualmente;

Tiziana: ahahahah, perchè scusa?

Io: Per esperienza;

Tiziana: Mah, sarĂ (sorride);

Io: Ti piace fare sesso? Come ti piace spinto o romanticone?

Tiziana: Si mi piace, con la persona giusta anche spinto;

Io: Immaginavo. Hai chiuso bene la porta? Andiamo in camera da letto;

Tiziana: Sisi, porta chiusa. Andiamo.

Entriamo in camera, troppa luce pur con le tende aperte. Trovo il pulsante elettrico per far scendere gli avvolgibili, finalmente una luce soffusa, i forellini fanno entrare raggi di sole, una bella sensazione.

Io: Spogliati Tiziana e metti il camice che usi in farmacia;

Tiziana: Va bene.

Un corpo perfetto, seno abbondante, capezzoli grandi, culo pronunciato e sodo. Anch’io mi spoglio nudo, il cazzo ancora moscio.

Io: Sdraiati sul letto, allarga bene le gambe, tieni gli occhiali;

Tiziana: Ok.

Che bello, la farmacista che mi fa sangue adesso è nuda, a letto, con la fica in bella vista, un filo di peletti che coprono il solco e con gli occhiali da porca. Mi eccito, il cazzo inizia a gonfiarsi.

Mi sdraio alla sua destra, mi tengo la testa con la mano sinistra e con la mano destra inizio a sfiorare i capezzoli, la pancia, il monte di venere, la fica e scendo giĂą fino al ginocchio; risalgo e presso leggermente fica e monte di venere, sfioro la pancia e presso leggermente i seni e capezzoli.

Io: Ti piace Tiziana?

Tiziana: Si, molto, continua.

Le sfioro le labbra con un dito, lo entro leggermente in bocca, lei lo slingua, scendo sui seni, piggio i capezzoli con il dito umido della sua saliva, scendo giĂą e contemporaneamente avvicino la bocca ai capezzoli che slinguo e succhio leggermante.

Inizia ad ansimare. Arrivo al monte di venere ed il dito lo inserisco nel solco(ha un sussulto di piacere), sento umido, sento l’ingresso della vagina ma non entro il dito, faccio dei movimenti circolatori e continuo sfiorando la pelle fino al ginocchio; risalgo, arrivato alla fica, il dito entra nel solco, arriva alla vagina e questa volta entro il dito medio, ha un sussulto. La sua mano si appoggia alla mia e spinge per far entrare il dito in profondità.

Tiziana: Ummmm, dai continua cosi.

La masturbo con delicatezza, continuo a baciare e leccare i capezzoli, salgo leccando il collo con la punta della lingua, la bacio, lei ricambia(ansima)e le nostre lingue si intrecciano.

Siamo eccitati, lei molto bagnata ed io con il cazzo teso e duro. Cambio posizione, mi sdraio e faccio mettere lei a cavallo sulla mia faccia, appoggia le mani alla parete, inizio a slinguare e succhiare il clitoride, entro la lingua nella vagina, vado in fondo(gode), per affondare ancora meglio tengo il suo peso con le mani sulle natiche. Metto la fica in bocca e la mordicchio con i denti mentre continuo a succhiare e slinguare.

Tiziana: Ohh sii, vengoo, siii, sei fantastico.

Cambio posizione, la giro, le abbasso il busto e le porto il cazzo alla bocca; io continuo a leccare la fica ed anche il culo. Lei inizia a fare un pompino meraviglioso, la testa è un su e giù frenetico. Avverto che è molto eccitata, ma anch’io voglio scopare.

Cambio posizione e la metto a cavallo sul cazzo, le abbasso il busto e ci baciamo, posiziono la cappella sulla vagina e lo entro con un colpo secco.

Tiziana: Siiii, dai scopami, bravo.

Le afferro i fianchi ed inizio a scoparla con vigore, urla, mi bacia, ansima, mi stringe il petto con le mani, le unghie mi infilzano la carne.

Tiziana: Dai, piĂą forte, siiii, sto per venire, non ti fermare... vengooooo....ah siiii.

Io: Bello, sto godendo, sei una porca Tizi;

Tiziana: Siiii, sono la tua porca, continua.

Cambio posizione, la metto a pecorina e inizio nuovamente a scoparla con forza, le stringo i fianchi per dare colpi sempre più forti. Ogni tanto esco e mi faccio spompinare,le prendo la testa e spingo contro il cazzo, lo ingoia tutto senza problemi; riprendo a scoparla, urla dal piacere, anch’io sento che sto per venire.

Io: Siii, vengooo;

Tiziana: Siii vienimi dentro, dai, dai...vengo anch’io.

Malgrado la scopata della notte con Laura e la cugina, ho una mega sborrata, appena finisco esco il cazzo e le do colpi sul culo. Si gira,lo prende in bocca, lo ingoia e poi lecca e succhia la cappella.

Ci sdraiamo affaticati, lei poggia la testa sul petto.

Tiziana: Sei bravo, sono venuta tre volte, ummm...abbiamo finito?

Io: Tizi, per il momento facciamo colazione che ne pensi?

Tiziana: Ma certo,andiamo.

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Caffè e una buonissima crostata di mele. Non mi lasciava in pace, mi stava dietro, mi baciava la schiena, il collo, prendeva il cazzo in mano.

Io: Che hai Tizi?

Tiziana: Ho voglia di cazzo, del tuo cazzo!

La guardo con quel camice, i capelli raccolti e fermati da una matita, quegli occhiali da porca, seni e fica con quel filo di peli. Mi eccito. Avevo il cazzo sporco di sperma e dei suoi umori, ormai asciutti ma toccandolo si avvertiva che era sporco.

Io: Vado in bagno e torno, devo fare pipi;

Tiziana: Mannaggia, cosi andava benissimo, ancora imbrattato di sperma.

Mi alzo, lei scende e lo prende in bocca, lo entra tutto, è moscio; lo slingua, succhia e spompina.

Io: Dai, fammi andare;

Tiziana: Ok, ti aspetto.

Andando in bagno penso a quanto sia realmente porca e insaziabile di cazzo. La trovo seduta sui bordi del letto, con le gambe larghe. Mi avvicino, mi prende il cazzo e lo rimette in bocca, spompina e masturba. Io palpo entrambi i seni, strizzo i capezzoli, il cazzo le era cresciuto in bocca, l’afferro dai capelli e spingo per farglielo ingoiare.

La faccio sdraiare e gli infilo il cazzo in fica con un colpo secco, ha un sussulto di piacere; mi metto le sue gambe sulle spalle e la scopo forte. Gode, la guardo mentre ha quell’espressione di piacere, mi eccito sempre più e accelero i colpi.

Io: Ti piace dottoressa?

Tiziana: Siii, mi stai sfondando, continua, siii.

Esco dalla fica e cerco di metterlo nel culo, ne entra poco, continuo a scoparla in fica, riprovo nel culo e ne entra sempre piĂą.

Io: lo vuoi nel culo dottoressa?

Tiziana: Ma certo, entralo tutto.

Cambio posizione, la metto a pecorina e inizio nuovamente a scoparla con vigore, urla, gode, le metto una mano nel viso e un dito in bocca, lo succhia e slingua.

Punto il buco del culo e spingo il cazzo, con una mano tenta di frenare la spinta ma la tratto da porca, spingo forte.

Tiziana: Hai, piano, piano tesoro.

Sono troppo eccitato, spingo d’un colpo e entra. Lei si ritrae con un sussulto ma il cazzo non è uscito, comincio a pomparla.

Tiziana: Bastardo, mi hai rotto il culo, siiii.

Inizia a godere e anch’io sentendo il cazzo stretto dall’ano, do colpi rapidi, poi lo sposto nella fica sempre con colpi poderosi e lo sposto nuovamente nel culo. Ormai entra bene e tutto, lo scopo tenendola stretta dai fianchi. Gode,urla.

Tiziana: Siiii, dai, piĂą forte, rompimi il culo;

Io: Sei una porcona Tizi, siiiii, sto per venire;

Tiziana: Anch’io, dai, ancora, arrivo, vengoooo;

Io: Vengooooo, ahhhh, siiiiii.

Le sborro dentro il culo, lei spinge contro il cazzo mentre continua a venire e godere.

Abbiamo finito, ci stendiamo sul letto, siamo stanchi e sudati.

Io: E’ stato bellissimo Tizi;

Tiziana: Anche per me, da tempo non scopavo cosi.

Mi alzo e dico: Tizi, sistemati e sistemiamo tutto.

Appena vedo che tutto era come quando entrato, lei per come era in giardino, ci salutiamo baciandoci.

Io: Adesso continua ad annaffia i fiori;

Tiziana: Va bene.

Esco e inizio a camminare verso casa, mi sentivo spompato e stanco morto. Desideravo solo arrivare a casa, pranzare e dormire.

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Erano trascorsi 30 anni, avevo 52 anni, sposato con Arianna, una figlia di 22 anni (Eleonora).

Arianna all’età di 30 anni circa la conobbi in un negozio di abbigliamento(commessa), una donna stupenda, che fu vittima del braccialetto ma che ahimè resto incinta.

Lo scopri per caso quando un giorno stavamo scopando e lei mi fece quella confidenza, sapevo che non stava con nessuno, quindi il figlio era mio. Lei pensava fosse accaduto con l’ultimo fidanzato che lasciò poco prima che io la scopassi; ma in effetti da quando chiuse la relazione passarono oltre due mesi.

I genitori non sapevano nulla, tra l’altro abitava da sola.

Lei non sapendo chi realmente fossi, fui costretto ad una corte serrata, fiori con dediche, inviti a cena o pranzo, invito ad un fine settimana e si iniziò a scopare, una collanina d’oro, vestiti.

Insomma feci di tutto per conquistarla e sposarla, fino a quando nacque Eleonora.

Da quel momento mi dedicai alla famiglia, alla mia donna, al lavoro. Finite le scopate folli per diversi anni, appesi il braccialetto al chiodo.

Le fantasie erotiche e da porco ricomparvero in due occasioni: quando conobbi la famiglia del fidanzato di mia figlia e quando conobbi l’amica di studi sempre di mia figlia.

La consuocera era una bella donna, raffinata, ma se la tirava troppo, fino a diventare antipatica, mi stava sul cazzo! Osservavo lei e il marito, mai avrei pensato che con lui fosse porca; un classico professore universitario, calvo, sovrappeso, che metteva un profumo solo nelle ricorrenze, l’opposto della moglie, un po trasandato.

Lei sempre impeccabile, elegante, snob; usava un jaguar cabrio, pretendeva tutti i giorni la donna in casa per le pulizie e la cucina. Pensai pure che avesse l’amante, e quello fu il pensiero che fece scattare in me la curiosità.

La figlia più grande, sposata con figli non era da meno, ovviamente! Il marito, un manager che era sempre fuori per lavoro, che la cornificava al 100%, era un bell’uomo ad essere sinceri.

L’amica di mia figlia, Susan; una ragazza di origini venenzuelane, carnagione scuretta, alta, culo e seni strepitosi, capelli mossi color biondo cenere, labbra naturali da pompinara, occhi castani che sembravano due fari. Insomma, una macchina da guerra sensuale, da scopare per giornate intere e fare solo pausa pasti e doccia.

Anche lei, come la famosa Laura, usava profumi che mi inebriavano, l’eccitazione raggiungeva il culmine, tanto che di tanto in tanto ero costretto a farmi una sega. Io, a farmi una sega, mai capitato fin dall’adolescenza! O meglio me le facevano.

Un giorno, presi il braccialetto e decisi di smettere con le seghe. Sapevo dove abitava Susan, che anche i genitori erano fuori tutto il giorno, tant’è spesso pranzava da noi, e che non avesse il fidanzato, strano ma vero.

Il giorno che mia figlia era invitata dai suoceri per pranzo, capi che quello era il giorno giusto, mi appostai sotto casa, dovevo attendere il tempo di percorrenza dall’università a casa.

La vedo in lontananza, scendo dall’auto e faccio in modo che lei passi e io la raggiungo da dietro, sono ormai a pochi centimetri e ”scusa( si gira,faccio suonare i campanellini, frase magica..), tu abiti qui?”.

Susan: Si, perchè?

Io: Che via è questa?

Susan: Via Pirandello;

Io: Stai andando a casa? Sei sola?

Susan: Si, sono sola?

Io: Che impegni hai pomeriggio?

Susan: Nessuno, studio;

Io: Ti accompagno a casa;

Susan:Ok.

Entriamo nell’androne, spero che nessuno ci incontri, saliamo un piano ed entriamo nell’appartamento. Sento abbaiare, mi prende un colpo, il suo cagnolino chiuso in balcone ci da il benvenuto. Squilla il suo telefono, dice “papà”. Mi avvicino all’orecchio e le dico di non dire che era in compagnia, fa cenno di ok con la testa.

Susan: Cia pa...si tutto bene, voi?....tutto nel forno, grazie.....va bene ci vediamo stasera, baci alla mamma.

Sospiro, segno che sembra andare tutto liscio. Dico a me stesso di non potermela prendere comoda, almeno non in casa sua.

Io: Susan, spogliati e rimani in intimo;

Susan:Va bene.

CONTINUA
 

Gumball

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Immagino che la trama sia giĂ  stata scritta, ma spero che salti fuori che Susan abbia rapporti con la figlia e che questo porti lui a scoparsi anche la figlia ahahah
 
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PrincipeGoloso

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Indossava un reggiseno sportivo e un perizoma, era stupenda! Quel culo pronunciato e fianchi proporzionati mi eccitavano. Mi siedo e:

Io: Hai un fidanzato? Usi la pillola?

Susan: No, sono single e prendo la pillola;

Io: Perchè?

Susan: Ogni lunedi faccio sesso;

Io: Con chi se sei single?

Susan: Con mio padre.

Appena sento quell’affermazione mi gela il sangue; ma penso pure che avere una figlia del genere in casa non dev’essere semplice.

Io: Spiegami;

Susan: Ogni lunedi i miei sono liberi dal lavoro, l’azienda è chiusa. Mia madre va presto a farsi i capelli, poi dall’estetista e finisce intorno alle 11; mio padre va a prenderla e fanno un giro per le banche, fanno i vari pagamenti alla posta, poi a fare la spesa;

Io: E tuo padre cosa c’entra?

Susan: Da quando esce mia madre mio padre mi raggiunge nel letto e inizia a stuzzicarmi e finiamo per fare sesso;

Io: A te piace?

Susan: Sisi, ormai mi sono abituata;

Io: Da quando questo?

Susan: La prima volta avevo 17 anni;

Io: Fa il porco?

Susan: Mi scopa in ogni modo possibile;

Io: A te piace?

Susan: Sisi, godo tanto!

Io: Tua madre ha capito questa situazione?

Susan: Certo, la sera lo facciamo in tre; io ed i miei!

Sentendo quel racconto incestuoso ero stravolto ma avvertivo eccitazione. Guardavo le foto familiari in bella mostra nel soggiorno; notavo quelle foto che dimostravano la crescita di Susan e quei genitori che di li a poco avrebbero abusato della figlia.

Io: Hai raccontato a qualcun’altro di questa porcheria?

Susan: Si, alla mia migliore amica Eleonora;

Io: E lei cosa pensa?

Susan: E’ dispiaciuta per me, vorrebbe che io denunciassi quanto mi accade;

Io: E tu perchè non lo fai?

Susan: Perchè amo i miei genitori, mai farei loro del male; e poi a me piace!

Mi rendo conto che il tempo passa; il racconto di Susan mi eccita ma il cazzo è moscio, sento comunque umido nel boxer.

Io: Susan, togli tutto, rimani nuda;

Susan: Ok.

Vedo quel culo allucinante, la fica depilata ed i capezzoli enormi e scuri di quei meravigliosi seni. Mi eccito!

Io: Tira fuori la lingua!

Obbedisce ma esce solo la punta.

Io: Di piĂą Susan!

Obbedisce, la esce come piace a me. Mi avvicino con la bocca, la prendo con le labbra e inizio a succhiarla. Con una mano le tengo il viso, con l’altra le palpo il seno morbido; lascio il seno e palpo il culo. La lingua la entro dentro la bocca, lei ricambia. Inizio a leccare il capezzolo e succhiarlo al centro. Gode.

Susan:Ohhh siiii, mi piace, ummm.

Mi accarezza i capelli, mi stringe la testa e spinge contro il seno. E’ eccitata! Scendo la mano e inizio a massaggiale la fica, il clitoride lo sollecito con un dito, poi entro nella vagina con un dito(ha un sussulto di piacere). La masturbo, aggiungo l’altro dito e spingo veloce, velocissimo.

Io: Siiii, godo, ummm;

Susan: Anch’io, ummmm! Lo voglio in bocca.

Le stringo la spalla e la testa, la porto giĂą con la bocca vicino il cazzo;

Io: Dai, fammi vedere cosa sai fare!

Lo mette tutto in bocca e lo succhia a ventosa fino alla cappella, lo slingua e ricomincia; mi masturba con la bocca stringendo il cazzo con le labbra.Godo.

Io: Fantastico Susan, sei bravissima, ummm.

Qualche minuto cosi; la faccio sdraiare sul tavolo del soggiorno, inizio a leccarla in fica, succhio il clitoride, entro la lingua in vagina, gode.

Susan: Ohhh, siiii, succhiala forte, ummm.

Si mette la mani ai capelli, si contorce dal piacere, salgo al ventre e la bacio, salgo ancora fino ai capezzoli, li metto in bocca, succhio e slinguo, prima l’uno e poi l’altro.

Io: Ummm, adesso ti sfondo.

Sorreggo le gambe dilatate con le braccia, guardo quel ficone dipilato e dilatato, sistemo il cazzo, entro la cappella e do un colpo secco, entra tutto.

Susan: Ohhhh(ha un sussulto), siiii, dai scopami forte!

La scopo con forza, la guardo mentre gode, si palpa i seni, do colpi di cazzo come un toro inferocito.

Susan: Dai, dai, ancora, sto venendo, piĂą forte...vengooo;

Io: Ahhh, anch’io, ummm.

Spruzzo dentro la sborra, altri tre o quattro colpi; la metto seduta sul tavolo, la bacio con passione, le palpo i seni, la bacio sul collo.

Susan: Ummm, che goduria, mi hai sventrata, sei un porco, siii.

La faccio scendere dal tavolo, la spingo verso il basso e le metto il cazzo in bocca; lo succhia, slingua la cappella. Mentre è con le gambe larghe che succhia il cazzo le scende la sborra dalla fica, noto le macchie sul pavimento.

Abbiamo finito, la tiro su, la guardo, ammiro la sua bellezza, le accarezzo il corpo, la bacio.

Io: Susan è stato bellissimo, tu sei bellissima;

Susan; Sei stato bravo, mi piaci, sei un porco; voglio rivederti!

Io: Va bene Susan, con piacere. Adesso sistemati e sistemiamo tutto.

Quando capisco che posso andare, l’abbraccio e la bacio.

Io: Ciao tesoro, vai in cucina a vedere cos’hai per pranzo.

Susan: Ok, ciao.

Vado per prendere la macchina e penso a quanto sia stato bello scopare Susan; ebbi la stessa impressione di quando scopai Laura la prima volta. Un ricordo indelebile!

CONTINUA
 
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